Egitto: ministero invia per errore e mail a giornalisti: “Così gestiremo i media”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:46

Una mail inviata per “errore” alla stampa ha creato un vero e proprio scandalo in Egitto, dove si continua ad assistere a tentativi più o meno velati di imbavagliamento dell’opposizione. Avente per oggetto la dicitura “Verifica della situazione”, questa mail rappresenta un pò il sunto della politica d’azione del governo nei confronti del dissenso presente all’interno del Paese.

Che sia di natura legittima o meno, che sia una prassi usata più o meno spesso in differenti regimi politici, ciò che ha gettato nell’imbarazzo la compagine governativa è il fatto che essa sia, “per errore” trapelata in qualche modo e che complotti, piani e depistaggi siano così emersi alla luce del sole.

Supporters of Egypt's army and Egyptian President Abdel Fattah al-Sisi dance and cheer as they celebrate the anniversary of Sinai Liberation Day in CairoIl ministero dovrebbe, nella prossima fase, concentrarsi sul fatto che il leader del sindacato e la sua cricca di giornalisti hanno coperto due criminali ricercati dalla procura generale”, si legge ad un certo punto nella mail. Il riferimento è all’arresto di due giornalisti, Amr Badr e Mahmoud Elsakka, accusati di aver partecipato, lo scorso 25 aprile, alle manifestazioni di protesta contro l’accordo tra Egitto ed Arabia Saudita sui confini marittimi. L’accusa parla di incitazione alle proteste. “Le dichiarazioni della procura generale sull’arresto dei giornalisti, accusati di far parte di un piano per destabilizzare il paese e diffondere il caos, devono essere sfruttate a favore del ministero”, continua la mail.

Sempre scorrendo il contenuto di questo corpus d’azione, inoltre, i funzionari del ministero dell’Interno raccomandano che funzionari di polizia in pensione compaiano in televisione per dare il via ad una campagna contro il sindacato dei giornalisti: “Questi agenti dovrebbero essere attentamente selezionati- suggerisce la missiva- devono avere le informazioni necessarie sulle accuse nei confronti dei giornalisti, in coordinamento con la Sicurezza Interna.”

Piani di pilotaggio dell’opinione pubblica dei quali, non solo in tempi di regime, s’è servito un gran numero di stati sovrani per far si che gli interessi della politica al potere, e quelli della società ad esso sottoposta, combaciassero nel modo più vicino possibile, con le buone o con le cattive.

Giuseppe Caretta

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