Gli negano l’asilo, interprete afghano che servì l’esercito inglese si suicida

Nangyalai Dawoodzai aveva 29 anni, ed aveva servito l’esercito inglese come interprete, “con onore”, come sostengono le note di merito. Si è suicidato, come sostengono i media inglesi, dopo che il Regno Unito ha rifiutato la sua richiesta d’asilo sulla base delle norme che sono in vigore sull’immigrazione.

cameronLord Paddy Ashdown, liberaldemocratico, aveva cercato di far concedere l’asilo all’afghano, ma tutto era stato vano. Dawoodzai sarebbe stato minacciato di morte dai talebani nel suo paese natale, e aveva cercato rifugio nel Regno Unito. Ma il suo servizio nell’esercito non è bastato per concederglielo. Non è il primo straniero che aveva servito la Gran Bretagna che si vede negato l’asilo: altri tre, da Ungheria, Bulgaria ed Austria, erano stati rifiutati precedentemente.

Dopo questa vicenda, narrata dai quotidiani locali, si riaccendono le polemiche sulle scelte politiche del Regno Unito che come noto si distacca dal meccanismo delle quote e rilascia pochissimi permessi d’asilo. Qualcuno in proposito ha parlato di politica eccessivamente rigorosa sul permettere l’asilo, altri invece continuano a difendere l’operato rigoroso del premier, David Cameron. Certo è che, qualunque sorte spettasse al giovane interprete di ritorno nel suo paese, dovesse essere così spaventosa da fargli preferire la morte in luogo del ritorno.