Verona: Luca Toni annuncia il ritiro

Luca-Toni-olycom-672Dopo l’annuncio di Totò Di Natale della scorsa settimana (l’attaccante campano lascerà Udine e forse il calcio) un altro pezzo di storia del calcio italiano ha deciso di dire basta e lasciarsi alle spalle un passato fatto di gloria, successo e tanti gol (323 da professionista tra club e nazionale). Stiamo parlando di Luca Toni, l’ultimo di una lunga serie di centravanti vecchio stile che nel calcio moderno sono stati soppiantati da prime punte agili e veloci che partecipano attivamente al gioco della squadra sia offensivamente che difensivamente. Toni è stato un grandissimo attaccante, la sua mole gli impediva di essere rapido e di andare a pressare con costanza gli avversari ma nell’area di rigore non aveva eguali.

Cresciuto nel Modena, si è fatto notare per la prima volta a 20 anni con la maglia della Lodigiani, in C1, mettendo a referto 15 reti in una sola stagione; l’anno dopo fu ingaggiato dal Treviso per giocare in serie B, ma il salto di categoria non lo ha spaventato ed è stato subito in grado di arrivare in doppia cifra ( 15 reti anche quell’anno), cifre che gli hanno permesso di ricevere il primo ingaggio per una società che militava in Serie A, il Vicenza. I primi tre anni di serie A con Vicenza e Brescia ne avevano mostrato le potenzialità ma ne avevano anche evidenziato qualche pecca, da qui la decisione di tornare indietro per fare un po’ di gavetta con il Palermo di Zamparini. Durante gli anni in Sicilia, il centravanti toscano ha, prima, trascinato la squadra siciliana alla promozione e poi, l’anno successivo, alla permanenza in Serie A. Ma il salto di qualità definitivo, il gigantesco Luca, lo ha fatto nel 2005 quando è approdato alla Fiorentina: grazie alle sue prestazioni( il primo anno a Firenze segnò 31 reti in 38 partite) si è meritato la convocazione in nazionale ed è diventato il centravanti titolare di quella formazione che ha vinto il mondiale del 2006. Nel 2007 il passaggio al Bayern Monaco dove si è conquistato rapidamente il pubblico a suon di reti (in bavaria gli hanno persino dedicato una canzone tutta sua) ed ha passato tre anni indimenticabili.

Il resto è storia attuale: il ritorno in Italia con la Roma, la parentesi alla Juventus e l’ultima classifica cannonieri conquistata a 38 anni con la maglia del Verona. Quest’anno, però, i vari acciacchi gli hanno impedito di essere nuovamente competitivo e lo hanno convinto a lasciare il mondo del professionismo; domenica prossima la passerella finale contro la Juventus e poi un futuro come dirigente del Verona.

Fabio Scapellato