Le imprese straniere in crescita: il 7% del Pil lo creano gli immigrati-imprenditori

La parte più dinamica dell’imprenditoria nazionale si trova nelle aziende a conduzione straniera. E’ quanto emerge dal rapporto della Fondazione Leone Moressa, che ha tentato di sviluppare un’istantanea del mondo imprenditoriale italiano raccogliendo dati dalle singole regioni.

Ne emerge un universo inatteso, nel quale gli immigrati svettano con un’intraprendenza che gli italiani non imprese_stranieri_555dimostrano di possedere più. Dati alla mano, negli ultimi quattro anni le imprese condotte da persone nate all’estero sono cresciute del 21,3%, mentre quelle italiane sono diminuite del 2,3%. Duro anche il computo tra imprese nate e cessate nel 2015: mentre quelle straniere registrano un attivo di 24.795 unità, quelle italiane scendono di 10mila. Settori interessati: commercio (38,5%), edilizia (24,8%)  servizi (17,6%).

Inoltre, su più di 6 milioni di imprese operanti in Italia nel 2015, oltre 550mila risultano condotte da stranieri, nel 94,2% dei casi solo da persone straniere, “segno di una ancora scarsa interazione con soci italiani”.

Ciononostante, la ricaduta economica di una simile situazione è lampante: oltre 41 miliardi prodotti dalle aziende straniere operanti nei servizi, 20 miliardi quelle nel commercio, 17 quelle manifatturiere. Si tratta di cifre importanti, pari al 6,7% della ricchezza complessiva. Come confermano anche i ricercatori della Moressa: “L’imprenditoria è uno degli ambiti in cui si manifesta maggiormente il contributo dell’immigrazione al sistema nazionale. I dati testimoniano la crescente importanza dell’imprenditoria straniera: una realtà in crescita in tutte le regioni e in tutti i settori che, se adeguatamente valorizzata, potrebbe aprire nuove opportunità di sviluppo in termini di occupazione, nascita di nuovi servizi, rapporti commerciali con i Paesi d’origine e indotto.”

Regioni maggiormente interessate appaiono la Lombardia, l’Emilia Romagna e la Toscana, vera e propria punta di diamante di questo fenomeno contemporaneo dove, nella regione delle antiche corporazioni dei mestieri, il 19,1% delle imprese artigiane è finito oggi ad essere portato avanti dagli stranieri ancora, loro, falegnami, sarti e calzolai.

Giuseppe Caretta