Uno studio dimostra che i leopardi rischiano l’estinzione

Amur leopardIl Leopardi sono comunemente conosciuti per essere degli animali solitari ed estremamente abili nell’adattarsi a qualsiasi ambiente, due caratteristiche, queste, che hanno fatto pensare ai biologi, nel corso degli anni, che si trattasse di una specie capace di mantenersi facilmente in condizioni di vita selvaggia. Ma uno studio recente pubblicato questo venerdì ha dimostrato che i Leopardi hanno perso circa il 75% del loro storico numero dal 1750 ad oggi.

A quel tempo questi felini erano circa 13.5 milioni per miglio quadrato considerando l’Africa, l’Asia e parte del Medio Oriente. Adesso il numero si è ridotto a 3.3 milioni per miglio quadrato come ha dimostrato questo studio condotto da 14 scienziati appartenenti ad alcune delle maggiori organizzazioni per la salvaguardia della specie felina. Lo studio è stato pubblicato sul giornale ‘Peer J‘ è il primo che attesta questo rischio d’estinzione ed è anche il primo che suddivide i Leopardi in nove sottospeci.

Sulla base dei risultati ottenuti in questo studio i membri dell‘Unione Internazionale per la salvaguardia della natura hanno raccomandato che i Leopardi vengano inseriti nella lista rossa degli animali in pericolo con la dicitura “vulnerabili” che indichi l’enorme sforzo necessario alla sopravvivenza di questa specie.

Ma quali sono le cause che stanno portando all’estinzione di questi fieri animali? Esattamente come per i Leoni la principale causa della diminuzione dei Leopardi è l’essere umano: primariamente l’uomo nel corso degli anni ha progressivamente distrutto gli habitat di questi animali, secondariamente ne ha ridotto il numero in prima persona attraverso la caccia, il traffico illegale di pelli e l’eliminazione degli animali di cui si nutrono.

Fabio Scapellato