Inter, Mancini accusato di bancarotta fraudolenta

mancio problemi legaliBrutte notizie per l’allenatore dell’Inter Roberto Mancini, oggi, durante il processo con rito abbreviato riguardante il crack finanziario della società IGM costruzioni, il pubblico ministero, Stefano Rocco Fava, ha depositato la richiesta di condanna a tre anni e mezzo di reclusione per bancarotta fraudolenta ai danni dell’allenatore nerazzurro.

Mancini era stato inquisito nel 2012 per aver investito denaro in immobili legati alla società tramite l’avvocato Gagliani ed il costruttore Mezzaroma, secondo l’accusa del PM la società IGM avrebbe subito delle distrazioni finanziarie che hanno depauperato le casse a beneficio dei tre imputati per un totale di un milione e novecento mila euro. Lo scorso 12 giugno 2015, il tecnico dell’Inter era stato chiamato a giustificare gli investimenti ed i profitti tratti dalla vendita di alcuni immobili davanti al giudice, in quella occasione, Mancini aveva giustificato i movimenti bancari in questo modo: “Ho conosciuto l’avvocato Gagliardi molto tempo fa. Aveva una procura generale per gestire le mie società. Io ho fatto il calciatore e successivamente l’allenatore quindi mi rivolgevo a professionisti per i miei investimenti”.

L’allenatore di Jesi ha così professato la propria innocenza, dichiarandosi non consapevole di come il denaro venisse utilizzato e scaricando la colpa sull’intermediario dei suoi investimenti, l’avvocato Gagliano. L’ignoranza sugli investimenti potrebbe, però, non bastare a Mancini per evitare una condanna, anche se, i suoi legali punteranno, in caso di condanna definitiva, ad una commutazione della pena detentiva in pena monetaria evitando in questo modo la reclusione del loro assistito. Non è stata invece ancora formulata un’accusa di condanna per l’imprenditore Marco Mezzaroma,  per il quale la procura ha sollecitato un rinvio a giudizio dato che questo, a differenza di Mancini, non ha chiesto il rito abbreviato.

Fabio Scapellato