Sacchi su Insigne: “Se vuole crescere deve andare via da Napoli”

lorenzo-insigne-napoli-empoli-serie-a_96mf71qtl39u1f3b8502e13g9Arrigo Sacchi è stato uno degli allenatori più innovativi del nostro calcio, il suo Milan ha dominato le classifiche in Europa ed in Italia ed il suo gioco ricordava molto quello dell’Olanda del calcio totale, tutto basato su tocchi di prima e sovrapposizioni in attacco veniva sviluppato sul pressing a tutto campo ed la linea difensiva alta nella fase di non possesso. Dopo aver sfiorato un mondiale nel 1994 ed aver vinto un titolo inatteso con l’Atletico Madrid a fine anni novanta, ha dovuto lasciare la panchina per problemi cardiaci ma non ha mai smesso di seguire il calcio con interesse diventando uno dei commentatori più stimati del nostro campionato.

Dal suo ritiro, nonostante i suoi insegnamenti abbiano svezzato uno dei nostri migliori allenatori (Carlo Ancelotti), non c’era ancora stato un allenatore in grado di sviluppare un calcio offensivo e divertente come il suo, almeno fino all’arrivo di Sarri. Per questo motivo, in molti sostengono che il tecnico del Napoli sia il suo erede spirituale, investitura, che Sacchi ha avallato in un intervista tenuta con ‘Il Mattino’: “Sarri? E’ stato l’anima del team perché è riuscito ad esaltare i singoli protagonisti. Dissi a Berlusconi: prendilo, è come me”. Dopo l’elogio all’allenatore azzurro gli viene chiesta un opinione sulla rosa del Napoli e sui suoi principali protagonisti: Insigne ed Higuain. Se sull’argentino Sacchi non ha dubbi, definendolo un calciatore fenomenale, l’unico in forza al Napoli in grado di cambiare gli equilibri di una partita, su Insigne, invece, ha qualche perplessità: secondo  l’ex tecnico, infatti, Lorenzo si sarebbe cullato sugli allori appagato dal conforto che il suo ambiente gli procura. L’accusa di pigrizia viene seguita da un consiglio il suo futuro: “Lui è un talento che ormai si culla su se stesso. Per una sua crescita l’ideale sarebbe provare un’esperienza lontano da Napoli”.

Fabio Scapellato