Messina, arrestato consigliere comunale per voto di scambio mafioso

Scandalo a Messina per l’ennesima indagine che porta alla luce un episodio di connivenza fra mafia e politica.
Le indagini della polizia a Messina hanno portato alla luce una connivenza politico-mafiosa che si sarebbe tenuta per le campagne elettorali del 2012, per le amministrative, e quelle politiche tenutosi nel 2013. Tali operazioni sarebbero state condizionate dallo scambio di voti grazie all’intervento di alcune famiglie mafiose della zona.

teste di cuoioSono state ben 35 le persone arrestate nel corso dell’indagine che ha portato alla rivelazione di un patto politica-mafia: tra di loro vi è anche un consigliere comunale, referente a Forza Italia e prima ancora capogruppo del Partito Democratico.
L’operazione è iniziata alla prime luci del mattino. Ventisei persone sono state arrestate, nove si trovano agli arresti domiciliari, almeno quattro aziende sono sotto sequestro.

Le famiglie che abitavano nei quartieri Camaro-San Paolo e Santa Lucia Sopra Contesse, grazie alla loro influenza criminale, controllavano traffici illegali ed avevano dei rapporti in politica, ma anche negli affari economici della zona. Il consigliere comunale di Messina era già stato coinvolto nella cosiddetta “Gettonopoli”, e adesso invece viene accusato di voto di scambio con accordo mafioso. I voti raccolti dalle famiglie mafiosi avrebbero riguardato anche esponenti della politica della regione e statale.