Emergenza migranti: 800 profughi siriani soccorsi in Sicilia

“Potrebbe essere l’inizio di una nuova ondata destinata ad ingrossarsi con l’estate.” E’ con queste parole che il Viminale commenta lo sbarco di 800 profughi avvenuto la scorsa notte nel canale di Sicilia. Si tratta di due imbarcazioni, soccorse dalla Guardia costiera in collaborazione con mezzi europei, che trasportavano lampedusa_immigrati_xin5-400x300rispettivamente 515 e 380 persone.

La maggior parte dei migranti, ed è questo il punto centrale dell’evento, è di origi siriane e non, come accede generalmente, di uomini e donne provenienti dall’Africa. Questo, continuano ancora dal ministero, “può significare una cosa sola: la chiusura della rotta balcanica ne ha aperta un’altra, alternativa, che li porta sulle nostre coste.” E’ il segnale che molti analisti avevano preannunciato ma che si sparava non dovesse arrivare: “Rischiano di materializzarsi le nostre paure peggiori”, hanno chiosato dal Viminale commentando l’accaduto.

Tutti i migranti soccorsi sono stati spostati stamattina al porto di Augusta, ad eccezione di una donna incinta che ieri è stata evacuata a bordo di un elicottero. C’è da dire che, numeri alla mano, l’Italia attraversa fino a questo momento un periodo tutto sommato relativamente contenuto di sbarchi. Dal primo gennaio 2016 a ieri, infatti, il numero di persone approdate sulle nostre coste è di 31.258 migranti, il 13% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma preoccupa, più che altro, la provenienza: se prima il flusso principale giungeva dalla Nigeria, dal Gambia e dall’Eritrea, l’intervento di stanotte potrebbe essere l’apripista di una nuova rotta della disperazione che, partendo dall’Egitto, si potrebbe riversare sul nostro Paese.

Giuseppe Caretta