“No a chi ama cani e gatti ma ignora la sofferenza del vicino”

Papa Francesco durante l'AngelusNell’udienza giubilare in piazza San Pietro, Papa Francesco si è soffermato sull’atteggiamento a volte squilibrato (nel senso di poco equilibrato) di alcuni uomini, che riversano tutto il proprio affetto sui proprio animali domestici e magari ignorano la sofferenza del proprio prossimo: “Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani che poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!”.

Già in passato il Pontefice si era soffermato sul rischio di avere un atteggiamento diverso nei confronti di animali ed esseri umani: l’anno scorso, ad esempio, si soffermò sul rischio che le coppie sposate preferiscano scegliere di avere un gatto o un cane in casa piuttosto che procreare.

Quest’oggi, durante l’udienza giubilare, Papa Francesco ha evidenziato come sia necessario “stare attenti a non identificare la pietà con quel pietismo piuttosto diffuso che è solo un’emozione superficiale che offende l’altro. La pietà non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi. Accade infatti che a volte si provino sentimenti verso animali e si rimanga indifferenti di fronte alle sofferenze dei fratelli“.

Parole, come sempre, piuttosto nette del Papa, cui comunque non si può attribuire una scarsa sensibilità verso gli animali. In un’udienza del 2014, dichiarò infatti: “Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo”. Il discorso va quindi contestualizzato e va riportato alla necessità di non privilegiare i sentimenti verso gli animali, a discapito di quelli verso i nostri simili.