Roma, il rinnovo di Totti diventa un caso

tottiIl rinnovo contrattuale di Francesco Totti, in questi mesi, ha animato i dibattiti degli sportivi che hanno creato due fazioni opposte: una che consigliava a Francesco di ritirarsi senza fare drammi e l’altra che, invece, caldeggiava perché la società onorasse una campione che aveva dato tutto per quella maglia. Dopo mesi di battibecchi con l’allenatore ed esclusioni clamorose, il pupone, ha strappato un offerta contrattuale grazie a prestazioni di altissimo livello che hanno permesso alla sua Roma di raggiungere l’obbiettivo Champions.

Il presidente della Roma, James Pallotta (suo grande estimatore), ha fatto un passo indietro ed ha concesso al suo capitano un ultimo anno di contratto come calciatore prima della probabile carriera dirigenziale nella società giallorossa. Totti, però, dopo diverso tempo dalla proposta offertagli (si parla di un contratto ad 1 milione di euro l’anno, con l’obbligo di gestione a favore della società dei diritti di immagine legati al merchandising ed agli eventi che portano il nome del capitano giallo rosso) non ha ancora deciso se accettare o meno. Stando alle voci di corridoio, il motivo del mancato rinnovo, non sarebbe tanto legato alla retribuzione (che comunque Totti ritiene non proprio generosa), ma piuttosto ai diritti d’immagine che in questi ultimi anni sono sempre stati curati direttamente dal calciatore.

Probabilmente, però, Totti non ha neanche gradito il comportamento della società: in un primo momento la dirigenza della Roma aveva preso una decisione unanime, ovvero, offrire un contratto da dirigente al numero 10 considerato ormai troppo vecchio per dare una mano alla rosa, successivamente, viste le grandi prestazioni offerte da Totti e visto l’attaccamento della piazza al loro capitano, la dirigenza americana si è vista costretta ad offrirgli un rinnovo contrattuale. Data la situazione tesa non è escluso un clamoroso addio del maggior cannoniere in attività del nostro campionato magari per vivere un ultimo sogno insieme al Leicester di Ranieri.

Fabio Scapellato