Suzuki: anomalie nei test sulle emissioni. Titolo crolla in Borsa

Ancora un altro terremoto nel mercato auto giapponese. Nel giorno in cui il presidente di Mitsubishi, Tetsuro Suzuki Chairman Osamu Suzuki Launches New Wagon RAikawa, rassegna le sue dimissioni a causa dello scandalo sulle emissioni e delle accuse di frode piovutegli addosso, un altro gigante nipponico trema.

Si tratta della Suzuki, finita al centro di un’inchiesta per discrepanze fra i test sulle emissioni e i consumi delle autovetture. Un’anomalia, si affrettano a spiegare i vertici del colosso automobilistico, che non è imputabile ad alcun atteggiamento volontario dell’azienda. In un nota ufficiale, la Suzuki ha spiegato che “non è stato trovato alcun illecito come la manipolazionedi dati sull’efficienza di consumo del carburante.” Però si ammette che “sono state trovate alcune discrepanze nelle emissioni di automobili e nei test di efficienza di consumo, tra il metodo di prova richiesto dal governo e quello che suzuki ha effettuato.”

Parole che hanno l’effetto immediato di agitare i mercati. A Tokio gli investitori si sono affrettati a vendere le azioni della casa giapponese, che ha perso il 9,4% a 2,613 yen, con punte negative del 15%.

Adesso si cerca di spegnere l’incendio che rischia di bruciare un mercato di poco inferiore ai 12 miliardi di dollari Usa e che si dispiega in paesi come il Giappone (dove la Suzuki “piazza” il 22% delle sue produzioni), ma anche e soprattutto in India, dove la controllata Maruti ha un valore nominale di 17 miliardi di dollari.

Giuseppe Caretta