Il doodle del giorno: omaggio all’attivista Yuri Kochiyama

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:07

doodleNel pantheon delle persone che hanno contribuito – ognuno a proprio modo – a rendere il mondo un posto migliore, Google ha voluto inserire anche Yuri Kochiyama. Dedicandole un doodle che segna l’affettuoso omaggio alla sua indefessa attività a sostegno di molte cause importanti. Nata a San Pedro, in California, il 19 maggio del 1921, l’attivista americana-giapponese avrebbe, compiuto oggi 95 anni.

Figlia di un imprenditore ittico e di un’insegnante di pianoforte giapponesi, Yuri Kochiyama apparteneva a una famiglia benestante che riuscì a integrarsi perfettamente nel contesto sociale in cui scelse di trasferirsi. Fino al 7 dicembre del 1941, giorno in cui l’impero giapponese bombardò Pearl Harbor, segnando l’inizio di un periodo di grande sofferenza per i tanti asiatici d’America. Yuri e la sua famiglia vennero condotti in un campo di prigionia in Arkansas dove trascorsero i successivi tre anni. Al termine dei quali, si trasferirono ad Harlem dove Yuri iniziò a spendere tutte le sue energie nella lotta in difesa dei diritti umani, contro il razzismo e ogni forma di ingiustizia.

Tra le battaglie più appassionate: quelle condotte a sostegno della liberazione degli Afro americani e dei popoli latini e asiatici d’America. Ma non solo: Yuri Kochiyama dedicò altrettanta passione alla causa della pace (nel 2005 venne nominata per il Premio Nobel), alla difesa dei prigionieri politici americani, al disarmo nucleare e all’indennizzo per i giapponesi reclusi (come lei) durante la Seconda Guerra Mondiale. Ottenendo spesso importanti risultati: nel 1998, ad esempio, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, Ronald Reagan, firmò un atto col quale s’impegnò a risarcire, con una quota di 20 mila dollari, ogni giapponese d’America sopravvissuto agli anni della prigionia.

Nota per la sua instancabile attività – ha partecipato a manifestazioni e raduni di ogni tipo e parlato ai giovani di oltre 100 scuole e college in almeno 15 Stati americani – e per la passione che metteva nei suoi discorsi, Yuri Kochiyama ha lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’attivismo civile. La sua devozione e le sue prese di coscienza l’hanno, infatti, resa un'”eroina” moderna, in grado di pronunciare frasi come questa:“L’eredità che mi piacerebbe lasciare è che la gente costruisse ponti e non muri”.

Maria Saporito