Pescara, trovato in mare corpo senza vita

cadavereMacabro ritrovamento nella notte al largo della costa di Pescara. Un peschereccio, di nome “Indomita”, ha notato un corpo in avanzato stato di decomposizione impigliato nelle reti da pesca e ha subito lanciato l’allarme.

Il mezzo, che al momento del ritrovamento (le 23:30 circa, ndr) si trovava a circa 16 miglia dalla costa pescarese, ha immediatamente lanciato l’allarme alla Capitaneria di Porto. La stessa Capitaneria è celermente intervenuta con una propria motovedetta per procedere al recupero del cadavere.

Una volta compiuto il recupero, la motovedetta ha trasportato il cadavere fino al Porto. Sulla banchina sono poi intervenuti anche Polizia e medico legale, che hanno potuto constatare lo stato di decomposizione molto avanzato del corpo, ridotto quasi esclusivamente allo scheletro: è stato impossibile, infatti, ipotizzare il sesso o l’età approssimativa dello stesso.

Successivamente, l’autorità giudiziaria ha disposto il trasferimento in obitorio per tutti gli esami del caso. Degli accertamenti si occupa la Capitaneria.

Un ritrovamento che fa subito tornare alla mente un episodio doloroso per tutta la comunità pescarese. Il 14 dicembre 2011 lo studente universitario Roberto Straccia, originario di Moresco (Fermo), sparì nel nulla mentre faceva jogging sul lungomare di Pescara. Il suo corpo senza vita riemerse qualche settimana dopo sulle coste di Bari. Sulla sua fine molte ipotesi, anche quella che fosse stato ucciso per errore. Ma ancora nessuna verità.