Libia, esercito Usa: “Missione imminente. Italia in prima fila”

“In Libia ci sarà una missione a lungo termine.” Con queste parole, il capo di Stato maggiore americano Joseph Dunford ha parlato ai giornalisti del Washington Post in riferimento a quella che dovrebbe essere una prossima operazione internazionale sul suolo libico.

Confermata anche una possibile guida italiana dell’intervento, anche se restano ancora a definire i dettagli sui quali, da Roma, si continua a puntualizzare non poco. Renzi ha infatti ribadito di non essere disposto a dare il suo 9342520-kSn-U10602594765127cjE-700x394@LaStampa.itbeneplacito se non a condizione che la missione venga autorizzata formalmente dall’Onu, e quindi dal Consiglio di Sicurezza. Inoltre si pone molto l’accento sul presupposto politico dell’intervento. Il governo italiano vuole infatti avere assoluta chiarezza su quali debbano essere le milizie da addestrare e, di conseguenza, chiede che sia rotto ogni indugio sulla condizione di ambiguità nella quale si trova oggi ad operare il governo di Serraj. Il riconoscimento formale al governo libico da parte Onu non ha sciolto la controversa situazione politica del Paese, che adesso attende che il Parlamento di Tobruk approvi la lista dei ministri dopo la recente votazione del Consiglio Presidenziale. Senza queste garanzie, senza la certezza di trovarsi di fronte ad un governo legittimo che ha chiari obiettivi strategici e politici, il governo italiano non sembra quindi intenzionato a fare la sua parte nel complesso panorama libico. Un intervento che ha ancora molte incognite e sui cui scopi ancora ci si interroga, essendo di fatto del tutto superfluo l’apporto militare che il contingente nostrano potrebbe dare alle forze americane, già di per se del tutto capaci di affrontare militarmente le milizie dello Stato Islamico. Come ricorda Dunford “un intervento militare internazionale in Libia guidato dall’Italia è ancora allo studio”, e si spera che possa essere uno studio accurato e ponderato.

Giuseppe Caretta