Egyptair, fumo in cabina prima dello schianto

egyptairI sospetti trovano via via sempre più riscontro. C’era del fumo nella cabina passeggeri dell’EgyptAir, l’aereo precipitato nel Mediterraneo con 66 persone a bordo lo scorso giovedì 19 maggio.

A confermarlo è il sito specializzato in sicurezza aerea, “The Aviation Herald”, che a sua volta ha ripreso la notizia da tre fonti indipendenti. News che è stata poi lanciata anche dai media americani, e successivamente ha trovato conferma anche da parte dell’Ufficio di inchiesta francese per la sicurezza dell’aviazione civile (Bea).

Le informazioni riguardanti il fumo a bordo sarebbero contenute all’interno del sistema di comunicazione dell’aereo (Acars) che invia automaticamente messaggi al centro di manutenzione informando sullo ‘stato di salute’ del mezzo.

Il primo sensore antifumo si è attivato alle 2:26 ora locale, seguito da altri sei allarmi fino alle 2:29, orario in cui terminano le segnalazioni, mentre la comunicazione cesserà intorno alle 2:33. I motivi possono essere molteplici: da un incendio a bordo, fino alla tanto temuta ipotesi di un ordigno di matrice terroristica.

“Ci sono stati messaggi inviati dall’aereo che indicavano la presenza di fumo nella cabina poco prima delle perdita di contatti – ha confermato Sebastien Barthe, portavoce della Bea – quei messaggi non ci permettono di dire nulla sulle cause di quel fumo. Indicano generalmente l’inizio di un incendio. E’ troppo presto per interpretare e capire la causa dell’incidente senza aver trovato il relitto e le scatole nere“.

“Le segnalazioni di fumo all’interno della cabina passeggeri possono essere riconducibili a eventi di diversa natura – ha affermato lo specialista americano dell’aviazione Bob Mann – potrebbe trattarsi di un guasto di natura tecnica o meccanica, così come di un ordigno esplosivo”.

E’ ancora prematuro parlare di attacco terroristico, come afferma anche il ministro degli esteri francese, Jean-Marc Ayrault. “Stiamo comunque valutando ogni ipotesi”, ha spiegato. Intanto proseguono le ricerche del relitto: la zona interessata si trova a 3-4 miglia nautiche di distanza dal luogo dello schianto. “Trovare le scatole nere è un obiettivo primario”, ha riferito una fonte al quotidiano Ahram.