Torna l’ombra del precariato nel lavoro

L’Italia scivola sempre di più nel’incubo del lavoro precario. C’è stata un’inversione della tendenza delle assunzioni quest’anno; quelle a tempo indeterminato calano drasticamente, mentre i contratti a tempo determinato, dato anche i pochi limiti imposti dalla legge, sembrano essere molti di più.

L’INPS ha monitorato la situazione del lavoro in Italia e ha notato come fra gennaio e marzo di quest’anno sono diminuite le assunzioni nel complesso, con un -12,9% rispetto all’anno scorso, i contratti a tempo lavoroindeterminato sono stati 162mila meno dell’anno scorso, una riduzione nettamente drastica (-33,4%).
Probabilmente il calo è dovuto al fatto che nel 2015 le aziende hanno dato una scossa alle assunzioni per ottenere gli sgravi contributivi promessi, e adesso quindi potrebbe presentarsi un rallentamento quasi fisiologico delle assunzioni.

Non cessa invece la “moda” voucher lavoro, che anzi sono emessi a milioni con un aumento del 45,6% rispetto al primo trimestre del 2015. Sotto questo punto di vista l’allarme dei sindacati, che tacciano i buoni lavori come la frontiera del lavoro nero e della precarietà, non è caduto nel vuoto: l’INPS h promosso indagini più approfondite per evitare un abuso dell’istituto, così come anche il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Insomma, l’Italia di adesso conosce nuovamente la precarietà. E i dati catastrofici dell’ISTAT usciti ieri sono una conferma di questa situazione non certamente rosea.