Marò, la Farnesina: “Girone deve tornare in Italia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

maròSalvatore Girone deve tornare in Italia. Questo il contenuto della richiesta di attuazione urgente della decisione del Tribunale arbitrale dell’Aja del 29 aprile scorso, presentata stamane dall’Italia alla sezione feriale della Corte Suprema Indiana.

A renderlo noto è la Farnesina, in pressing per garantire il rapido rientro in patria di uno dei due marò (Latorre è già in Italia con un permesso speciale per gravi motivi di salute, ndr): i due fucilieri italiani sono accusati dell’omicidio di due pescatori al largo delle coste indiane, avvenuto nel 2012 nel corso di una missione antipirateria.

Stando al Tribunale arbitrale, “Italia e India sono chiamate a cooperare per definire le condizioni e le modalità del rientro e della permanenza nel nostro Paese del marò italiano, in pendenza della procedura arbitrale che dovrà decidere sulla controversia giurisdizionale nel caso della Enrica Lexie”.

Un tira e molla con l’India che dura ormai da 4 anni: finalmente, a inizio maggio, la Corte permanente di Arbitrato ha stabilito che Girone deve attendere in Italia la conclusione dell’arbitrato presso gli stessi giudici su chi (tra Italia e India) abbia la giurisdizione sull’omicidio dei due pescatori indiani.

In sostanza, i giudici hanno stabilito che Girone deve poter rientrare sulla base di “motivi umanitari”, proprio come sosteneva da tempo la Farnesina.

La data dell’udienza della Corte Suprema indiana fissata per l’esame della questione è giovedì 26 maggio.

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