Stragi in Siria, sette attentati a Tartus e Jableh: oltre 100 morti e 120 feriti

Si chiamano Jableh e Tartus, le due città siriane colpite da una serie di attentati simultanei che hanno causato la morte di più di 100 persone ed il ferimento di almeno altri centoventi. A riferire i dettagli di questa giornata
resizedifficilissima è il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman.

Di fatto uno dei pochi referenti internazionali, riconosciuti, per ciò che riguarda il conflitto siriano, Rahman ha dichiarato alla stampa che “si tratta di uno degli attentati più sanguinosi in queste due località dall’inizio della guerra, cinque anni fa.”

“Almeno 48 persone sono state uccise a Tartus e 53 a Jableh dall’esplosione simultanea di sette autobombe, cinque delle quali guidate da kamikaze.” E le azioni sono state rivendicate dalla stessa organizzazione islamica, che tramite l’agenzia di stampa Amaq, vicina all’Isis, ha confermato di aver colpito “assembramenti di alawiti” in entrambe le roccaforti presidenziali. Gli alawiti sono una delle molteplici confessioni islamiche minoritarie della quale fa parte il presidente Bashar al Assad. Nulla di fatto, dunque, la Siria continua ad essere attanagliata da questa guerra cruenta e violentissima che ha già creato più di due milioni di profughi ed almeno il doppio di migranti interni al suo territorio. Un dramma al quale il mondo assiste sbigottito e inerme.

Giuseppe Caretta