Francia: monta la protesta contro il Jobs act. Sgomberate le fabbriche occupate

Sale ancora la tensione in Francia contro il pacchetto di leggi che vuole intervenire sul mercato del lavoro. La “Loi Travail”, la chiamano all’ombra della tour Eiffel, in pratica una sorta di Jobs act alla francese. Oggi ancora scioperi e download (34)manifestazioni, presidi e rallentamenti nelle principali arterie stradali causate dagli autotrasportatori.

La polizia è anche intervenuta all’alba per sgomberare una raffineria Esso ed un deposito di carburante nei pressi di Marsiglia, dove gli operai si erano barricati dentro bloccando la produzione. “Un ricatto” dei sindacati, lo ha definito il primo ministro Manuel Valls. Fatto sta che il Paese vive giornate concitate e all’insegna della protesta.

Gli uomini delle forze dell’ordine, intervenuti stamane per lo sgombero del deposito di Fos-sur-mer, hanno dovuto faticare non poco per riprendere il controllo delle fabbriche, data la “molta resistenza” dimostrata dagli operai. Invece il sindacato denuncia aggressioni e violenze: “Ci hanno sparato con proiettili di gomma- ha detto il rappresentante Cgt, Olivier Mateu- hanno usato gli idranti, senza nessun avvertimento.”

Ma non è solo Marsiglia ad assistere alla protesta. A Burdeos sono state condotte azioni nel complesso petrolifero di Perguilhem e nel mercato all’ingrosso di Cestas, mentre a Le Havre i camionisti hanno sbarrato l’accesso di molte arterie. Nelle loro rivendicazioni c’è la convinzione che la riforma diminuirà la retribuzione delle loro ore di straordinario.

Ieri circa 1.500 stazioni di servizio su 12 mila sono rimaste chiuse, mentre due impianti di raffineria su cinque della Total sono ancora attraversati da “rallentamenti”. I sindacati hanno lanciato lo sciopero illimitato per il 2 giugno e i trasporti pubblici subiscono costanti ed imprevedibili ritardi. Prossimo appuntamento domani e dopodomani, quando prenderanno il via una serie di manifestazioni in tutto il Paese, dopo quelle della scorsa settimana caratterizzate anche da violenti scontri con le forze dell’ordine.

Giuseppe Caretta