Il doodle del giorno: omaggio alla scrittrice Rosario Castellanos

Rosario CastellanosCi sono donne che, nonostante la loro “delicatezza”, riescono a lasciare un segno indelebile, dando prova di una forza inaspettata. Rosario Castellanos è stata una dei queste: nata in una famiglia benestante del Messico, da giovane era timida ed introversa; ma con gli anni, ha scovato un “vigore” interiore che l’ha resa immortale. Tant’è che la sua voce è universalmente considerata una delle più autorevoli e rappresentative della letteratura messicana dell’ultimo secolo. Capace di stimolare importanti riflessioni sulla condizione delle donne (alcuni dei suoi scritti hanno influenzato la teoria femminista) e su quella delle popolazioni indigene. E’ a questa appassionata autrice di saggi, romanzi e poesie che Google ha scelto di dedicare il doodle del giorno.

Nata a Mexico City il 25 maggio del 1925 (oggi avrebbe festeggiato il suo 91° compleanno), Rosario Castellanos trascorse la sua infanzia nel ranch di famiglia nello stato del Chapas. Dove tradì (sin da piccolissima) una grande considerazione e vicinanza umana per le difficoltà degli indigeni Maya che lavoravano per suo padre. Una riforma approvata qualche anno dopo costrinse i suoi genitori a lasciare la proprietà per trasferirsi a Mexico City dove morirono da lì a breve, lasciando la giovane Rosario (appena sedicenne) da sola. Fu a quel punto che, costretta a cavarsela da sola, rintracciò dentro di sé quella forza che la portò a fare scelte importanti. Si unì ad un gruppo di intellettuali ed approfondì l’analisi di alcune questioni sociali, politiche e culturali. Intensificò la lettura e iniziò a scrivere. Studiò filosofia e letteratura all’Università Nazionale Autonoma del Messico (dove in seguito insegnerà), costruendo – giorno dopo giorno – quel “patrimonio” umano e artistico che la porterà a diventare un modello culturale per le donne e gli uomini del suo Paese.

Non solo: la sua vicinanza alla causa delle minoranze etniche è testimoniata dall’impegno profuso all’interno dell’Istituto Nazionale degli Indigeni. Il suo prezioso contributo si tradusse nella stesura di alcune sceneggiature per spettacoli di burattini che venivano allestiti nelle regioni più povere del Messico, per promuovere un po’ di letteratura anche presso le popolazioni indigene. Nominata ambasciatrice in Israele nel 1971, morì a Tel Aviv il 7 agosto del 1974 (a soli 49 anni), in circostanze mai del tutto accertate. Che hanno spinto alcuni contemporanei a pensare che si fosse suicidata. Sia come sia, Rosario Castellanos ha lasciato un’eredità importante, fatta di pensieri e parole che hanno vinto la sua prematura morte e i confini del Messico.

Maria Saporito