World Humanitarian Summit, c’è ancora tanto da fare contro guerre e povertà

Si è concluso ieri il primo World Humanitarian Summit, un vertice mondiale voluto 4 anni fa da Ban Ki-Moon per studiare le necessità della terra e per sviluppare assieme nazioni efficaci contro i problemi umanitari che affliggono il pianeta e la sua popolazione. Il World Humanitarian Summit ha posto in luce le tante contraddizioni e problematiche che oggi si verificano quotidianamente.

whsGovernanti, presidenti, ministri, hanno partecipato al summit dove si è parlato di disastri ambientali, fame e povertà specialmente minorile, guerre e instabilità politiche, fenomeni di persecuzione e migrazione di massa, violazione del diritto umanitario. Sono davvero tanti i temi che il primo summit dedicato al diritto umanitario ha voluto affrontare, dando l’idea di una situazione complessa e soprattutto redigendo un piano di aiuti umanitari per aiutare concretamente le popolazioni che si trovano in difficoltà.

Secondo Boeselager, Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, “Altra nostra priorità è riaffermare i principi delle leggi umanitarie internazionali, spesso ignorate dalle parti in causa”.
Alcune assenze, però, hanno colpito: quelle dei leader del G7 (ad eccezione della Merkel) e quella di Medici Senza Frontiere, che si è dichiarato scoraggiato rispetto alla possibilità del World Humanitarian Summit di aiutare concretamente chi si impegna per la tutela dei più deboli.