Atletico Madrid: Simeone perde ancora, ma ha tracciato una strada vincente

article-2625713-1DC12EC400000578-567_634x427La finale di ieri ha premiato la storia, l’abitudine a certi palcoscenici, l’esperienza, il Real Madrid visto ieri è stato qualcosa di molto simile all’Atletico Madrid visto per tutta la stagione ed in questi anni: pragmatico, cinico e perfetto nella gestione delle palle ferme. L’Atletico, invece, è mancato proprio nelle caratteristiche che lo hanno reso grande: i primi venti minuti della finale hanno mostrato una squadra impaurita, stranamente poco coesa e disattenta nella fase difensiva (il gol di Sergio Ramos ne è l’emblema). Il gol, però, ha svegliato i colchoneros che improvvisamente si sono ricordati del loro credo e delle loro caratteristiche ed hanno lottato fino alla fine arrendendosi solo alla lotteria dei rigori.

All’alba dell’ennesima finale persa, l’unico rimpianto risiede nella fortuna avversa ( se solo Griezmann avesse calciato meglio il rigore etc…) perché la squadra di Simeone può essere orgogliosa di una prestazione volitiva, di una Champions giocata con coraggio e grinta, di un futuro che con la programmazione societaria sembra luminoso e con grandi prospettive di crescita. L’allenatore argentino si è visto sfuggire la seconda finale in tre anni ma non fa drammi e rincuora i suoi: “Ho detto ai miei giocatori di non piangere, perché questo è il destino e il destino non era dalla nostra parte”. La strada, insomma, è tracciata, la filosofia che Simeone lascerà al club, che rimanga o meno ad allenarlo, è basata sulla fiducia in se stessi e sulla convinzione di poter battere chiunque, qualcosa di simile è accaduto quasi trent’anni fa al Barcellona (fino agli anni ottanta il club catalano aveva perso tre finali di Champions ma la filosofia vincente di Cruijff li ha portati in seguito a primeggiare nel mondo) ed i risultati sono davanti agli occhi di tutti.

Fabio Scapellato