Iran, annullato pellegrinaggio alla Mecca, nervi tesi con l’Arabia Saudita

Un ennesimo punto che si aggiunge alla tensione fra Iran ed Arabia Saudita, tensione che contrappone i due ordinamenti (uno è sunnita, l’altro è sciita), che vede i due Stati su due diversi fronti nella battaglia siriana, e soprattutto che è arrivata al climax dopo che l’Arabia Saudita ha messo a morte a gennaio un importante imam sciita. Dopo l’episodio erano seguiti disordini importanti in Iran e gli ambasciatori sauditi avevano dovuto lasciare l’ambasciata.

Adesso a tendere i rapporti è il fallimento del negoziato fra Iran e Arabia Saudita riguardo alla possibilità dei meccafedeli iraniani di partecipare all’hajj, il pellegrinaggio rituale alla Mecca che “ogni buon musulmano dovrebbe fare almeno una volta nella vita”. La delegazione dell’Iran era giunta in Arabia Saudita la settimana scorsa per trovare un accordo sull’invio dei fedeli iraniani alla Mecca. Tra le questioni da negoziare anche quella relativa alla sicurezza, dato che il pellegrinaggio alla Mecca si rivela tutti gli anni fonte di morti.

Nessun accordo, però, è stato preso. Gli iraniani hanno sostenuto che il governo saudita ha posto ostacoli alla negoziazione, mentre Riad ha accusato l’Iran di fare richieste assurde e non accettabili, e ha sostenuto che il pellegrinaggio è “strumento di pressione” da parte dell’Iran. La tensione fra le due potenze, fra accuse e nervosismi, ha raggiunto il limite.

Mariagrazia Roversi