Italia-Scozia: Conte cerca conferme da Jorginho ed Eder

eder-azerbaijan-italy_15wnzfmxx37pf17cdmzfgmsir4Sta sera l’Italia di Conte è attesa all’ultima prova prima delle decisioni definitive che comporranno il gruppo di Euro 2016, martedì, infatti, il tecnico azzurro dovrà consegnare all’UEFA la lista dei 23 che prenderanno parte all’Europeo ed ancora ci sono alcuni nodi da sciogliere: i sostituti di Marchisio e Verratti, la scelta di una quinta punta e quella dei  laterali di centrocampo. La decisione riguardante gli uomini in mezzo al campo è quella più delicata, per il ruolo sono in ballottaggio quattro calciatori per due posti : Montolivo, Motta, Jorginho e De Rossi. I primi due sono acciaccati ed il loro recupero totale è incerto, De Rossi (anche lui alle prese con un fastidio al tendine d’Achille) è quello che offre più garanzie, vista l’esperienza internazionale e le qualità indiscutibili, ma viene da una stagione altalenante e negli anni ha perso dinamicità; Jorginho è quello che sta meglio fisicamente ma anche quello con minore esperienza, viene da una stagione spettacolare che ne ha evidenziato le qualità come ordinatore di gioco (gli manca forse la qualità nei cambi di gioco e nei lanci lunghi) e l’incontro di sta sera servirà per testarne l’affidabilità.

In attacco il dubbio riguarda Eder, l’italo brasiliano è stato fondamentale nella fase di qualificazione ma è in un momento di crisi psicofisica che deve dimostrare di poter superare, se il brasiliano tornasse quello d’inizio stagione sarebbe un sollievo per Conte, anche perché, le ultime uscite hanno confermato una certa sterilità in avanti nonostante le numerose occasioni create. Confermati Pellé, Zaza, Insigne ed Immobile il C.T. dovrà decidere, dunque, se affiancare a questi Eder o portare un laterale in più tra El Sharawi (il laterale della Roma è in grande stato di forma ed è uno dei talenti migliori a disposizione), Bernardeschi (il giovane fantasista della Fiorentina ha incantato nel ritiro) e Candreva  che potrebbe fare sempre comodo, dato che il gioco offensivo di Conte si basa sul lavoro incessante degli esterni.

Fabio Scapellato