Migranti, affonda barcone: è strage. 400 morti, fra loro 40 bambini

E’ una tragedia enorme, quella che si è consumata nella notte al largo delle coste del Canale di Sicilia. Una tragedia i cui numeri sono un vero e proprio bollettino di guerra: 400 morti, almeno 40 dei quali sarebbero bambini. Tutto si è svolto in una naufragio-lampedusa-675manciata di minuti concitati sui quali il mare, ancora una volta, ha steso il suo manto silenzioso.

Stando alle testimonianze, drammaticamente concordanti, raccolte dagli uomini della Polizia di Ragusa ed Agrigento nella notte di ieri due pescherecci ed un gommone sono salpati dalla spiaggia di Sabratha, in Libia, con a bordo 1.100 persone. I traghettatori di uomini li hanno sistemati alla bell’e meglio suddividendoli in 500 per ogni peschereccio e i restanti 100 sul gommone. Tutti assieme, stipati sottocoperta come delle sardine, come della mangianza buona per un mercato di terz’ordine. Alla partenza, le due carrette del mare sono state legate assieme con una fune. Questo dunque il triste corteo che tentava di dirigersi in Italia. Ad otto ore di navigazione dalla Libia, però, uno dei due natanti ha iniziato ad imbarcare acqua. E’ il panico. La gente rinchiusa nella stiva si spinge verso l’uscita. Molti si sono gettati in mare tentando di raggiungere la barca gemella e, in questo tentativo, hanno perduto la vita. Il mare, purtroppo, non distingue la miseria.

Appena realizzata la gravità della situazione lo scafista (identificato e fermato al suo arrivo a Pozzallo) ha dato ordine di tagliare la corda che legava le due imbarcazioni e così ha lasciato che la seconda andasse a picco portando nel fondo del Mediterraneo tutti coloro che conteneva. Appena venti persone su 500 sono sopravvissute. Tutti gli altri, bambini compresi (e fra loro molti neonati) sono destinati ad ingrossare le fila di questa tragedia infinita che secondo l’agenzia dei rifugiati dell’Onu, l’Unhcr, avrebbe fatto almeno 700 vittime negli ultimi quattro giorni.

Giuseppe Caretta