Caso Fortuna Loffredi, Caputo tenta il suicidio ingoiando una lametta

Raimondo Caputo, imputato come presunto pedofilo per la morte della piccola Fortuna Loffredo, avvenuta il 24 giugno 2014 a Caivano, ha tentato il suicidio in carcere ingoiando una lametta che teneva nascosta nella suola della scarpa. L’uomo è stato prontamente ricoverato nell’infermeria del carcere, e non sarebbe in pericolo di vita. Il fatto è avvenuto durante lo spazio del colloquio con i parenti, che hanno dovuto rinunciare al colloquio dopo l’avvenuto.

Caivano, Parco VerdeCaputo è attualmente recluso nel carcere Antonio Fullone; qualche settimana fa il direttore del carcere ne aveva chiesto il trasferimento in un altro carcere, anche su richiesta del detenuto stesso. Non sono noti i motivi per i quali Caputo avrebbe tentato il suicidio, forse un atto di protesta.

Anche la compagna di Caputo, Marianna Fabozzi, detenuta nel carcere di Pozzuoli, ha tentato il suicidio mediante impiccagione lo scorso 19 maggio dopo aver assistito all’incidente probatorio nel quale le tre figlie hanno dato conferma del fatto che Caputo avrebbe ucciso Fortuna e violentato lei e anche loro.

Negli ultimi giorni Caputo aveva cominciato ad accusare la compagna di aver ucciso Fortuna scaraventandola dal palazzo. Il figlio avuto dalla donna con un altro uomo, Antonio Giglio, poco più piccolo di Fortuna, era morto nelle stesse circostanze della bambina precipitando dalla finestra di casa. Secondo la madre, si era solo trattato di un incidente.

Mariagrazia Roversi