Omicidio Di Pietrantonio: la confessione del Killer è da brividi

saraL’omicidio di Sara Di Pietrantonio è raccapricciante, un atto così efferato da sembrare inverosimile, irreale eppure è successo davvero e quello che racconta il suo assassino lo rende ancora più macabro e folle. La storia in questi giorni è stata raccontata da molti, i vari giornali hanno raccolto le testimonianze dei parenti della vittima e degli amici dalle quali è emerso un passato della coppia travagliato ed una personalità ossessiva e possessiva dell’assassino, Vincenzo Paduano.

Come detto prima questo omicidio sembra surreale, in questi casi, dopo aver riversato rabbia ed empatico dolore per la vittima, la prima cosa che viene in mente pensando ad atti di tale violenza è: come ha potuto fare una cosa così assurda? cosa gli è passato in mente? Vincenzo è stato subito individuato come l’assassino, in un primo momento, questo ha negato l’accaduto per evitare il carcere ovviamente, ma anche perché non voleva accettare di aver compiuto quel gesto, durante l’interrogatorio, però, ha affrontato la dura realtà e il suo errore, ha capito che non aveva più modo di sottrarsi alla verità ed ha confessato la sua colpevolezza: “Sì l’ho uccisa io. Un po’ di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita. Lei stava con un altro”.

I dettagli della confessione del vigilantes, consegnati alla stampa da Luigi Silipo, raccontano una storia di rabbia, prepotenza, persecuzione e orrore, il giovane parla di fatalità ma le sue intenzioni da sole basterebbero a fare accapponare la pelle:”Abbiamo cominciato a litigare  e io ho tirato fuori una bottiglietta di alcol che avevo portato. L’ho spruzzato nell’auto, anche addosso a Sara. Ma volevo solo spaventarla”, l’intento del ragazzo era di mettere paura alla ragazza in modo tale da convincerla di non avere altra scelta che stare con lui, ma comprensibilmente la ragazza, temendo per la sua vita, ha cercato di sottrarsi ad un terribile destino ed è scappata. Ma il racconto diventa ancora più raccapricciante, contorto e malato quando Vincenzo parla di come Sara ha preso fuoco: “Quando è scappata ho deciso di rincorrerla: eravamo vicinissimi. Poi non so bene cosa è successo. Mi sono acceso la sigaretta e lei ha preso fuoco. A quel punto che potevo fare?”. La rabbia gli ha ottenebrato la mente spingendolo a comportamenti che sono al limite dell’umanità, al momento dell’incendio alla rabbia si è sostituita la paura e l’incredulità,  ma niente può giustificare un tale gesto, alla fine lo ha compreso anche lui.