Germania riconosce genocidio degli armeni. Erdogan: “Rapporti con Berlino compromessi”

 

E’ crisi diplomatica fra la Germania e la Turchia, dopo la decisione del parlamento tedesco di approvare la risoluzione che riconosce come “genocidio” il massacro perpetrato dall’Impero Ottomano ai danni della popolazione Bundestagarmena.

Una decisione che Ankara definisce “un errore storico” e che “comprometterà seriamente i rapporti tra i due paesi”, come non ha mancato di precisare immediatamente il presidente turco Recep Tayyp Erdogan. Oltre a ciò, la Turchia ha formalmente richiamato in patria il suo ambasciatore a Berlino ed il vice ministro Numan Kurtulmus ha preso posizione pubblicamente: “(la risoluzione, ndr) è indegna delle relazioni di amicizia tra i nostri paesi”, ha dichiarato ieri alla stampa locale. Ma la Germania glissa e, per bocca della cancelliera Angela Merkel, cerca di gettare acqua sul fuoco: “C’è molto che lega la Germania alla Turchia e, anche se abbiamo differenze di opinione su un singolo tema, la portata dei nostri collegamenti, della nostra amicizia e dei nostri legami strategici è troppo grande”.

La risoluzione, che era già stata posta in programma da circa un anno, salvo poi essere congelata per non compromettere i rapporti fra i due paesi, arriva in un momento di crescente tensione fra Berlino ed Ankara. Pesa soprattutto la questione migranti, con la proposta di abolizione del visto Ue per i cittadini turchi se la Turchia non rispetterà le condizioni poste da Bruxelles.

Intanto, il genocidio degli armeni, è ormai un tema che diversi leader del mondo hanno affrontato. Sono infatti venti i Paesi- fra i quali Francia e Russia- che al pari di Berlino hanno ufficialmente riconosciuto lo status di genocidio al massacro degli armeni. Lo stesso Papa Francesco, nel corso della commemorazione per i cento anni del massacro, definì quello armeno “il primo genocidio del xx secolo”.

Giuseppe Caretta