La missione del libraio. La Libreria Prampolini, tra libri antichi e nuove iniziative

Libreria PrampoliniE’ difficile fare il libraio: così come fare il padre, la madre, la moglie, il marito, il figlio, la figlia e chi più ne ha più ne metta. Nell’assunto principale, il verbo “fare” sta per: svolgere il ruolo con naturalezza, senza aver paura della buonafede nell’errore; d’altra parte tutte le figure indicate sono chiamate dalla natura a ricoprire il ruolo. Quindi, anche i librai sono degli eletti che un qualche disegno naturale ha guidato fra piatti e contropiatti, guardie e controguardie, frontespizi e colophoni. Sì, perché stiamo parlando di librai antiquari; in particolar modo dei signori che reggono le rinnovate sorti della Libreria Storica e Antiquaria (appunto) Romeo Prampolini di Catania. Dal 13 dicembre del 1894, nei tre locali di via Vittorio Emanuele II al numero 333 del centro storico etneo, alterne fortune hanno segnato la passione di quanti si sono succeduti dalla apertura della libreria. Già da quel giorno, la vocazione dell’impresa era rivolta verso il mondo dell’antiquariato librario; tanti libri di maggiore o minore pregio sono stati ospiti negli antichi scaffali; dagli incunaboli più preziosi – un’edizione del Liber Chronicarum o Cronache di Norimberga su tutti – ai più comuni libri vecchi; dalle settecentine cariche di mistero – L’Atto Pubblico di Fede del palermitano Mongitore – ai misteri su alcune presenze segnalate in libreria – l’Appunto 21 di Pasolini. A fianco di questa teoria di perle, qui ci si imbatte nella teoria dei libri che la casa editrice omonima ha pubblicato nel corso della sua storia, a quella della libreria parallela. Si va dai libri a tema erotico degli anni 20 e 30 – che raffinatezza i paludamenti letterari per eludere la censura! – ai libri d’arte degli anni successivi fino ai 70.

Questa la storia, ad oggi, della nostra libreria, che proprio in questi mesi ha deciso di rilanciare la propria immagine attraverso una serie di iniziative che rianimino i tre antichi locali. Anche l’editoria tornerà da queste parti. E’ prevista l’uscita natalizia di una ristampa, con apparato critico rinnovato, de “La cucina dell’amore”, testo del 1926 scritto dallo stesso Romeo Prampolini con lo pseudonimo di Omero Rompini. A questa nuova edizione è stato chiamato a collaborare lo chef Carmelo Chiaramonte che rivisiterà le ricette “peccaminose” che il dottor Rompini descrive nella sua opera. Questa sarà solo la prima delle nuove edizioni Prampolini: altri inediti sono pronti per le stampe, alcuni di grande impatto.

E’ difficile fare il libraio, ma qui a Catania c’è chi ne ha fatta una missione.