Perché Microsoft forza l’installazione di Windows 10?

Il logo di Windows 10Microsoft ha partorito il sistema operativo più avanzato e sicuro di sempre stando a quanto dichiara; Windows 10. Talmente avanzato da dover completamente surclassare tutti i sistemi operativi precedenti, Windows 7 e Windows 8.

Windows 10 è stato offerto gratuitamente a tutti per un anno a partire dal 29 luglio 2015, e moltissimi hanno deciso di aggiornare il loro computer, ma come possiamo vedere dalle reali statistiche, ancora quasi il 50% del mercato rimane fedele a Windows 7 e se dobbiamo dirla tutta, tanta è stata la pubblicità che possiamo assumere che chi non ha accolto questa opportunità è perché non vuole aggiornare o addirittura non può farlo per questioni di incompatibilità con l’hardware.

Ora, lasciando da parte le funzionalità innovative che Windows 10 propone, quello che sta infastidendo gli utenti è l’arroganza con la quale il nuovo software viene propinato. A meno di due mesi dalla scadenza della gentile offerta di Microsoft tutti i PC che montano un sistema operativo Windows hanno ricevuto tramite Windows Update un aggiornamento importante che automaticamente porta il computer ad installare Windows 10. Se non si fa attenzione viene letteralmente forzato l’aggiornamento anche senza il consenso dell’utente e i rischi sono innumerevoli: perdita dei dati personali, malfunzionamento di componenti come touchpad o audio, addirittura il completo blocco del computer essendo costretti a formattarlo del tutto.

Se si desidera evitare questi problemi la soluzione esiste, seppur lunga e complicata come possiamo dedurre cercando sul web, ma il quesito che ci poniamo è, perché Microsoft sta tenendo questo atteggiamento nei confronti dei consumatori? Dobbiamo pensare che sia una strategia per ottenere più dati dagli utilizzatori di Windows (che contano l’85% del totale dei computer nel pianeta)? Sì, perché Windows 10 ha dei cambiamenti sostanziali per quanto riguarda la gestione dei dati dell’utente, imponendo di associare un Microsoft Account, ovvero una email di Microsoft, per l’attivazione delle funzionalità complete del software.

Tutti i dati relativi alle ricerche sul web, alle impostazioni preferite del pc, ai contatti e conversazioni salvate e ai file che vengono salvati sul cloud, vengono automaticamente inviati e salvati sui server di Microsoft per “garantire una migliore esperienza dell’utente”. Per legge Microsoft non può divulgare questi dati, ma in qualunque caso li possiede e questo dovrebbe farci pensare se non è un modo per limitare le libertà di informazione che sul web ancora esistono.