Copa America: l’Argentina batte il Cile con una prestazione convincente

angeldimaria-cropped_3c2j2ne8az03155rhpvj8vdm9Ieri notte l’Argentina era chiamata alla prova d’appello, indicata da tutti come l’unica favorita per vittoria finale della Copa America, l’albiceleste si trovava ad affrontare la squadra che circa un anno fa le aveva tolto la possibilità di riportare a casa il trofeo continentale che manca da più di vent’anni. Alla pressione dell’esordio si aggiungeva, dunque, quella del riscatto e quella di dover supplire all’assenza del suo leader (Leo Messi si è infortunato in un amichevole antecedente alla competizione e non ha ancora recuperato), ciò nonostante gli argentini hanno sfoderato una prestazione grintosa e convincente fatta di tecnica e velocità (caratteristiche usuali) ma anche di ordine tattico e grinta.

La partita, infatti, è stato molto equilibrata con i cileni che tenevano il possesso palla ma che non riuscivano a pungere e con l’Arcentina sempre pronta a rubare palla con il pressing alto, portato sia dagli attaccanti che dai centrocampisti, è ripartire velocemente. In assenza di Messi la costruzione del gioco è stata affidata a Banega e Di Maria, i due calciatori di Rosario sono stati protagonisti di una partita meravigliosa dove alla sostanza (molta) hanno unito qualità ed imprevedibilità. Banega e Di Maria si sono trovati a memoria scambiandosi spesso di posizione e togliendo riferimenti alla difesa avversaria, non è un caso che i due gol dell’Argentina nascano proprio dall’intesa tra i due che si sono alternati nel ruolo dell’assist man e del finalizzatore.

Il primo tempo si è concluso 0-0 con una traversa di Nico Gaitan e qualche occasione per il Pipita. Nel secondo tempo sono saliti in cattedra i due rosarini: al 51′ Banega ruba palla sulla trequarti e serve Di Maria, il calciatore del PSG  dopo un controllo perfetto scarica in rete un tiro rasoterra secco e preciso che trafigge Bravo; 7′ più tardi l’azione si ripete questa volta a parti invertite, Di Maria serve il neo interista che secca Bravo sullo stesso angolo di prima. Dopo il doppio vantaggio la squadra di Martino ha amministrato bene anche grazie all’intelligenza tattica del suo allenatore che ha inserito un terzo uomo di rottura a centrocampo al posto di un attaccante (Kranevitter). L’ottima prestazione è stata sporcata da un intervento maldestro di Romero allo scadere che ha permesso a Fuenzalida di accorciare le distanze, una sbavatura che non sminuisce la prestazione dell’Argentina che con Messi e Aguero in panchina ha dimostrato solidità e classe superiore, una conferma ulteriore che questa Copa America possono perderla solo loro.


Fabio Scapellato