Usa, stuprò una compagna di college: studente della Stanford condannato a soli sei mesi

Sta facendo molto discutere la sentenza con la quale un giudice della corte di Los Angeles ha condannato uno studente della Stanford University, Brock Allen Turner, a sei mesi di reclusione pur essendo accusato di stupro.

Ed ancor più della clemenza della Corte, ha indignato la difesa del padre dell’aggressore che alla stampa ha dichiarato che non capiva in che modo un momento di debolezza potesse avere una condanna così pesante: “E’ un o-STUPRO-facebookprezzo pesante da pagare per soli 20 minuti di azioni su 20 anni di vita”, ha sostenuto l’uomo per il quale, evidentemente, il figlio non meritava neppure un giorno di reclusione.

I fatti si sono svolti il 17 gennaio 2015 quando dei passanti hanno notato il giovane appartato dietro i cassonetti dell’immondizia del campus in compagnia della giovane, priva di sensi, con la quale stava consumando un rapporto sessuale. Una circostanza, questa dell’incoscienza della vittima, che ha creato non poche difficoltà alla difesa, come la stessa ragazza ha raccontato in una lunga lettera pubblicata dal Washington Post: “Mi hanno detto che ero stata stuprata- ha confessato la giovane in una vibrante missiva- ma mi hanno anche detto che siccome non potevo ricordare cosa era successo tecnicamente non potevo provare che non ero d’accordo. Mi hanno assalito sessualmente all’aperto, dietro un cassonetto dell’immondizia, ma siccome non ricordo nulla non si capisce se legalmente questo è contestabile al mio assalitore. Questo mi ha sconvolta, mi ha devastata, mi ha quasi spezzata del tutto.”

Il giudice che ha “graziato” il giovane assalitore ha motivato la sua sentenza affermando che pur comprendendo “la devastazione sofferta dalla vittima”, riteneva che un periodo più lungo avrebbe avuto un “impatto severo” sulla vita sportiva del ragazzo, che è un affermato nuotatore. Il giovane, avrebbe sempre dichiarato il giudice “ha mostrato veri segni di pentimento”.

Giuseppe Caretta