Mafia, è morta Pina Maisano, la vedova di Libero Grassi, ucciso per il pizzo

Se ne è andata una delle donne simbolo della lotta contro la mafia, la lotta di ogni giorno, quella per recuperare la dignità e sconfiggere il vergognoso sistema del pizzo. Pina Maisano Grassi, vedova di Libero Grassi, è morta a 87 anni. La donna è stata colta da un malore: i figli, Alice e Davide, l’hanno immediatamente portata all’ospedale “Villa Sofia”, dove Pina è morta.

pinaIl suo matrimonio don Libero Grassi era iniziato nel 1956. Il marito, imprenditore, era stato subito preso di mira dalla mafia per mezzo di un esattore che si faceva chiamare “geometra Anzalone”.
Aveva però rifiutato di pagare il pizzo e addirittura aveva scritto una lettera pubblica ai suoi estorsori. Il suo caso era stato dibattuto in tutta Italia e, sotto i riflettori accesi dei giornali, Libero era stato ucciso il 29 agosto del 1991.

La moglie, Pina, proseguì fedelmente la lotta del marito contro il pizzo e la criminalità organizzata. Il suo
impegno per sradicare la mafia era insito nella vita di tutti i giorni: divenne presidente onorario di Libero Futuro, aiutò le associazioni che si battevano contro il racket, stimolò la “rivoluzione dal basso” contro il pagamento del pizzo.
Pina Maisano ha cercato fino all’ultimo di organizzare e partecipare personalmente alle varie iniziative scolastiche per far conoscere ai giovani la realtà della mafia ed insegnare loro a combatterla fra i banchi di scuola, e nella vita quotidiana.

Mariagrazia Roversi