Sanità: 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle cure nel 2016

Sempre meno italiani possono permettersi l’accesso alle cure mediche e, nel caso in cui sia possibile scegliere, fra il pubblico ed il privato si preferisce di gran lunga affidarsi alle prestazioni a pagamento.

aaaalistedattesaSono 11 milioni solo nel 2016, i cittadini italiani che hanno dovuto rinunciare o rimandare le cure mediche nel corso dell’ultimo anno a causa del costo insostenibile delle prestazioni mediche. Questo, e non solo, è

quanto emerge dalla ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute, presentata stamani durante il VI “Welfare Day.”

Un quadro preoccupante, che parla di un incremento del 3,2% avvenuto nel biennio 2013-2015 per ciò che concerne la spesa sostenuta dai cittadini in campo medico. Questa impennata, tra l’altro, cozza con l’aumento dell’1,7% che ha riguardato i consumi delle famiglie nello stesso periodo preso in esame, e con la deflazione che ha investito il prezzo di alcuni prodotti da banco e servizi sanitari. Se si spende di più, si spende per la crescita dei ticket pagati dai contribuenti, in taluni casi addirittura superiori rispetto a quanto costerebbe effettuare un esame o ricevere una prestazione in una clinica privata. Colpa anche delle liste d’attesa: ben il 72,6% delle persone che si sono rivolte ai privati è stata spinta a farlo dalle lunghissime liste che, come s’è avuto modo di scoprire negli ultimi tempi, generano spesso e volentieri un mercato parallelo di compra-vendita di “spintarelle”.

Sempre secondo il rapporto, il 45% degli intervistati ritiene che la qualità del servizio sanitario della propria regione sia peggiorata negli ultimi due anni, mentre la percentuale di coloro che vede un miglioramento è ferma tristemente ad un modesto 13,5%.

Giuseppe Caretta