Reggio Calabria, bracciante aggredisce carabiniere e viene ucciso

Assume sempre di più i contorni di un dramma la morte di un migrante, avvenuta nella tarda mattinata di ieri nella tendopoli di Rosarno, a San Ferdinando, Reggio Calabria. Secondo una prima ricostruzione della vicenda, due ospiti del grande campo profughi dove vivono accampati stranieri dediti, in estate, al lavoro di raccolta delle arance, avrebbero iniziato a litigare furiosamente.

rosarnoNon si sa quale sarebbe stato il motivo della lite, ma sono dovuti intervenire i carabinieri per cercare di sedarla. Qui la ricostruzione si fa confusa: il bracciante avrebbe aggredito con un coltello il carabiniere intervenuto per sedare la situazione. Il militare, ferito al braccio ed all’occhio, ha estratto la pistola ed ha ucciso l’uomo sul colpo.

Adesso la Procura dovrà valutare e ricostruire l’accaduto, per comprendere cosa sia andato storto. Intanto molti dei braccianti della tendopoli sostengono che l’uomo ucciso non si sarebbe avventato sul carabiniere, altri invece sostengono che il coltello sia stato estratto, ma a grande distanza; qualcun altro invece sostiene che il bracciante sia stato ucciso in una baracca dove avviene lo spaccio nel campo. Giusto qualche mese fa, un’organizzazione, MEDU, ha richiamato i riflettori sulle condizioni di vita pessime nelle quali versano i migranti, schiavizzati e senza diritti.

Mariagrazia Roversi