Veronica Panarello, gli esperti escludono l’infermità mentale al momento dell’omicidio

Panarello VeronicaL’omicidio del piccolo Loris, avvenuto il 29 novembre 2014, ha scosso tutta Italia, secondo le forze dell’ordine ad uccidere il bambino è stata sua madre, Veronica Panarello, la quale, invece, sostiene che sia stato suo suocero, Andrea Stival, con l’intento di celare la relazione segreta che intercorreva tra i due e che era stata scoperta da Loris. L’uomo nega tutto, le prove convengono tutte verso la tesi della colpevolezza di Veronica Panarello e la tesi difensiva del suo avvocato poggia sull’infermità mentale della donna. Oggi, nell’udienza preliminare, tenutasi nel tribunale di Ragusa, gli esperti psichiatrici hanno consegnato la perizia riguardante lo stato mentale dell’imputata.

Nelle 105 pagine redatte dai periti psichiatrici risulta che la donna è capace d’intendere e di volere nonostante la manifestazione di una personalità “Istrionica” e la presenza di “Disturbi disarmonici della personalità”. Secondo la perizia, dunque, la donna non solo avrebbe ucciso il bambino ma lo avrebbe fatto in maniera consapevole e premeditata, questo il giudizio dei due esperti che scrivono: “All’epoca dei fatti, e con riferimento a essi ella aveva capacità di intendere e volere”. Questo giudizio viene esplicitato in seguito, quando i due periti scrivono che, nonostante la donna presenti tratti di una personalità egocentrica e narcisistica non ci sono segni di una disabilità mentale, la donna dunque presenta si: “Tratti istrionici, alimentati da un nucleo narcisistico che orienta una lettura soggettiva di fatti e giudizi sulle persone in maniera fortemente egocentrica, autocentrata”, ma non tali da non farle comprende quello che le accade attorno ne di non farle cogliere la gravità delle sue azioni.

Per questo stesso motivo dalla perizia risulta che Veronica Panarello è capace di sostenere un processo perché è capace di comprendere i capi d’accusa a suo carico e di argomentare una tesi difensiva. Ulteriori conferme sulla stabilità mentale della donna arrivano sia dai risultati della risonanza magnetica, dai quali non risulta alcun valore fuori norma,  che dalla morfometria  dove non sono state rilevate alterazioni dello stato corticale.