Trentacinque anni fa la tragedia del piccolo Alfredino Rampi. Storia di un’Italia moderna

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:34

Trentacinque anni fa si consumava la tragedia del piccolo Alfredino Rampi, il bambino di 6 anni che il 10 giugno del 1981 cadde in un pozzo artesiano a Vermicino, nei pressi di Roma.

Madre_AnsaUna fatalità scoperta dagli uomini delle forze dell’ordine, intervenuti dopo che il padre del bambino aveva dato l’allarme non vedendolo rientrare dal campo nel quale era andato a giocare. Il suo corpo era incastrato a più di 25 metri di profondità in un pozzo largo appena trenta centimetri. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco e degli speleologi, in una tragedia familiare e umana che col trascorrere delle ore divenne un vero e proprio spettacolo mediatico, forse il primo vero e proprio “show” di un’Italia ormai modernizzata. Milioni di telespettatori assistettero alla diretta televisiva, partecipi di una tensione e di una sofferenza che raggiunsero vette incredibili. Perché nella piccola frazione romana iniziarono a riversarsi curiosi ed esperti, giornalisti e personaggi pubblici, fino al parossismo assoluto, quando l’allora presidente della Repubblica, Sandro Pertini, fece la sua comparsa sul luogo della tragedia per poter rivolgere al piccolo Alfredo qualche parola di conforto.

All’interno del cunicolo nel quale il bambino rimase incastrato per sessanta ore provarono a calarsi uomini dalle variegate caratteristiche: nani, contorsionisti, fantini, vigili del fuoco. Ogni tentativo risultava vano e, ogni ora che passava, avvicinava il bimbo ad una morte inevitabile. Si tentò anche di scavare un pozzo parallelo, ma il risultato fu che la trivella, smuovendo il terreno, fece scivolare Alfredo ancora più a fondo in quella che sarebbe diventata la sua tomba. Quando le ultime energie lo abbandonarono i telegiornali, a reti unificate, diedero all’Italia massificata dai mezzi di informazione la notizia del suo trapasso. Una notte che rimase impressa nella memoria di milioni di italiani e che fu anche, inaspettatamente, fenomeno di costume.

Giuseppe Caretta

 

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