Euro 2016: la Francia scopre la favola di Payet e si commuove per le parole del figlio

FBL-EURO-2016-FRIENDLY-FRA-RUSEuro 2016 non racconta solo di sconti violenti tra tifosi ubriachi, sebbene le lotte furiose tra gli hooligan inglesi e quelli francesi abbiano in parte soffocato la gioia per un evento che dovrebbe essere occasione di condivisione e multiculturalità: i tre giorni di guerriglia urbana avvenuti a Marsiglia hanno prodotto, infatti, il loro primo mesto ed inevitabile esito (31 tifosi inglesi feriti, di cui uno in fin di vita) e disgustato il mondo per le scene di efferata ed insensata violenza ai danni di una città meravigliosa e dei suoi esercizi. Questo europeo, però, ha anche una bella storia da raccontare: quella del salvatore della Francia nella gara contro la Romania, quella di Dimitri Payet.

Il francese, nato al largo del Madagascar, ha avuto una carriera fatta di delusioni, fallimenti, risse e rinascite: arrivato in Francia a 12 anni, inizia a giocare per il Le Havre, ma si sente solo, non riesce ad ambientarsi e torna dalla famiglia in Madagascar. Nel 2005 (a 18 anni) torna in Francia, questa volta a Nantes, dove si mantiene lavorando come commesso dopo gli allenamenti. Dopo due anni viene acquistato dal Saint Etienne, qui percepisce uno stipendio che gli permette di smettere di lavorare, sembra il momento giusto per lanciarsi nel calcio che conta, ma l’unico motivo per cui si fa notare è la rissa con Matuidi del 2011. La rissa lo obbliga a cambiare aria, in patria sono convinti che per via delle sue intemperanze, Dimitri, non riuscirà mai ad esplodere ed invece, quella che sembrava una retrocessione, ovvero il trasferimento al Lille, lo ha condotto alla definitiva esplosione grazie all’incontro con Rudy Garcia (l’ex tecinco della Roma).

Da quel momento in poi la sua carriera è un crescendo, prima i due anni a Marsiglia, dove Bielsa lo rende il motore della squadra e ne esalta le qualità tecniche, poi il passaggio in Premier League con il West Ham nel 2015 e l’ultimo splendida stagione che gli è valsa la convocazione all’europeo. Adesso tutto il mondo conosce la sua tecnica, la sua velocità, i suoi dribbling e sopratutto le traiettorie che è in grado di dare al pallone su calcio piazzato. In molti si chiedono se Payet sia il miglior battitore di punizioni al mondo, ma c’è qualcuno che ne è sicuro: suo figlio che intervistato a fine gara dalle tv francesi ha fatto commuovere il mondo per la sua ingenua spontaneità: ” Posso dire una cosa? Mio padre è il miglior battitore di punizioni al mondo”.

Fabio Scapellato