Copa America: eliminazione storica per il Brasile, Dunga a rischio esonero

Brazil v Peru: Group B - Copa America CentenarioSe già ad inizio torneo sorgevano dubbi sulla reale qualità di questo Brasile dopo la sconfitta subita ieri notte dal Perù e la conseguente eliminazione al primo turno della Copa America (risultato storico, solo nel 1987 il Brasile era uscito al primo turno) non ci sono più dubbi. Tutto è cominciato il giorno della semifinale persa clamorosamente 7-1 contro la Germania campione del mondo in carica, in Brasile erano convinti che il problema fosse la cecità di Luis Felipe Scolari e per risollevare un gruppo moralmente a terra hanno chiamato Dunga. In questi tre anni, però, il commissario tecnico non è riuscito ad ottenere grandi risultati ( complice la mancanza di un ricambio generazionale di assoluto livello), e questo potrebbe essere anche giustificabile, ma perdere per la prima volta nella storia contro il Perù ed uscire al primo turno facendo parte di un gruppo tutt’altro che proibitivo rappresenta il fondo per una nazionale che fino a 10 anni fa era sinonimo di bel calcio e di vittoria.

A poche ore dalla disfatta verde oro si attendevano le dimissioni di Dunga, ma il tecnico ha ancora un olimpiade da vincere ed almeno fino ad agosto rimarrà ben saldo sulla sua panchina, chiaramente, se non dovesse vincere le Olimpiadi in casa nessuno lo potrà salvare dal secondo esonero consecutivo dalla panchina della Seleçao. Se il declino della nazionale più titolata del mondo subirà un arresto lo sapremo proprio durante le olimpiadi, la nazionale olimpica schiera i migliori prospetti del paese guidati dall’unico fuoriclasse uscito in questi anni dopo Kakà, Neymar, a lui è affidato il compito di risollevare un movimento calcistico in caduta libera superato, ormai, non solo da rivali di sempre dell’Argentina ma anche dalla Colombia e dal Cile.

In attesa di segnali di ripresa la stampa brasiliana condanna Dunga, il tecnico, secondo i giornalisti locali, ha subito una sconfitta umiliante ed ingiustificabile, ma lui forte del suo lavoro e consapevole della mancanza di veri talenti risponde alle critiche in questo modo: “Non temo l’esonero, ho paura solo della morte. Abbiamo lodato la Germania per i 14 anni di lavoro di ricostruzione. E in Brasile vogliamo cambiare tutto facilmente in due minuti. Nel calcio, bisogna avere pazienza quando si inizia un lavoro, si deve persistere e si deve avere fiducia in quello che stai facendo”.

Fabio Scapellato