Il doodle di oggi: omaggio allo scienziato Karl Landsteiner

doodleE come poteva Google non rendere omaggio al medico e ricercatore che è riuscito a salvare milioni di vite in tutto il mondo? Il divertente doodle animato – che propone una versione fumettistica dell’indefesso ricercatore a cui l’intera umanità dovrebbe essere riconoscente – è dedicato oggi a Karl Landsteiner. Ovvero a colui che, agli esordi del XX secolo, ha scoperto l’esistenza dei vari gruppi sanguigni spianando la strada alle trasfusioni. Con una cartella in mano e le provette ben disposte sul suo banco di laboratorio, Landsteiner viene, infatti, affettuosamente festeggiato dal motore di ricerca più famoso del mondo, nel giorno in cui avrebbe compiuto 148 anni.

Nato a Baden (in Austria) il 14 giugno del 1868, Landsteiner rimase orfano di padre a soli 6 anni. La sua passione per la ricerca si palesò sin da bambino e diede i primi frutti durante gli anni dell’università, che frequentò con successo laureandosi in tempi più che stretti. Fu l’inizio di una carriera trascorsa al fianco di importanti scienziati, che culminò nella rivoluzionaria scoperta destinata a segnare le sorti di milioni di vite in tutto il mondo. Nel 1901, infatti, il biologo e fisiologo austriaco scopre l’esistenza di vari gruppi sanguigni – A, B, AB e 0 – e precisa che non tutti sono compatibili tra loro. La conseguenza? I raggiungimenti di Landsteiner spianano la strada alle trasfusioni che, solo durante la Prima Guerra Mondiale, riuscirono a strappare alla morte certa un numero altissimo di soldati feriti.

E non fu che l’inizio: l’instancabile medico austriaco continuò ad approfondire e perfezionare i suoi studi sull’anatomia patologica e l’immunologia approdando a nuove importanti scoperte. Come quella che gettò le basi per l’identificazione del virus della poliomelite (che colpiva milioni di bambini in tutto il mondo) o quella  che portò all’individuazione, nel 1940, del fattore sanguigno RH, che permise di spiegare l’origine della cosiddetta emolitica del neonato, una malattia connessa al deficit di proteina D nel sangue materno. Tanto studio e tanta dedizione (come nel più avvincente dei romanzi, Landsteiner viene colpito dall’attacco al cuore che gli sarà fatale mentre lavora nel suo laboratorio, accasciandosi sul banco pieno di provette) gli procurarono, nel 1930, il meritato Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. E, come già scritto, un sentito riconoscimento su scala mondiale: secondo il sito americano scienceheroes.com, è stato, infatti, il secondo medico ad aver salvato più vite umane in tutto il mondo.

Maria Saporito