Strage di Orlando, il killer era gay: “Frequentava il Pulse”

Nuovi inquietanti particolari emergono dalle indagini sul killer che ha compiuto la strage di Orlando. Fra le piste battute in queste ore dagli inquirenti, infatti, si fa largo l’ipotesi che a far scattare la molla dell’assalto armato possa essere stata una motivazione psicologica fortissima, legata ad un’omosessualità mai accettata dall’omicida Omar Mateen.

orlando-strage-660x330Nessun’altra strada è esclusa, sia ben chiaro, però gli investigatori seguono con pari interesse sia la pista dello jihadismo islamico che quella che porta a motivazioni più strettamente personali, in un connubio di risentimenti e fanatismo religioso che spesso, purtroppo, si compenetrano generando delle vere e proprie schegge impazzite. Pare, ad ogni modo, che il killer fosse un abituale frequentatore del Pulse, il club gay nel quale si è consumata la strage. E questo emerge dalle testimonianze di diverse persone che lavoravano nel locale o ne erano clienti di vecchia data. Come Chris Callen, ex ballerino del club, che ha dichiarato di averlo visto almeno un paio di volte al mese negli ultimi tre anni. Troppo, per pensare a dei semplici sopralluoghi in vista del suo piano omicida. Inoltre c’è chi sostiene di averlo notato spesso in cerca di qualche ragazzo da rimorchiare, anche se “non di rado veniva respinto, perché considerato un tipo strano”, come afferma Jim Van Horn, veterano del posto. Parallelamente, gli inquirenti cercano di capire che tipo di rapporti intercorressero tra Omar e Moner Mohammad Abusalha, kamikaze che si è fatto esplodere in Siria. Potrebbero essere vere entrambe le cose. La frustrazione che si sposa con la causa ideologica, il risentimento personale che sfocia nel martirio religioso fino ad essere opportunamente rivendicato, e strumentalizzato, da chi ha solo interesse a gettare benzina sul fuoco dell’intolleranza religiosa. Connubio drammatico, esasperante, perché se le frontiere possono essere presidiate manu militari, i recessi della psiche no, ed il limite fra disturbo mentale e pericolo sociale si fa sempre più sottile.

Giuseppe Caretta