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Università, agevolazioni borse di studio: rischio frattura con regioni meridionali

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Una buona notizia ed una cattiva. Si potrebbe sintetizzare così la polemica scoppiata in questi giorni attorno al nodo 1098303-univdell’erogazione delle Borse di Studio per gli studenti meritevoli e disagiati, presi in pieno dalla riforma voluta dal ministro Stefania Giannini.

Stando alle modifiche, infatti, dall’anno accademico 2016/2017, le soglie massime di Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) e quelle di Ispe (Indicatore della situazione patrimoniale equivalente) verranno innalzate rispettivamente a 23 mila e 50 mila euro. E questa è la notizia buona. “Molti studenti, infatti, potranno rientrare nuovamente nella platea degli idonei, dopo esserne stati esclusi dall’introduzione del nuovo Isee”, afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK, Coordinamento Universitario. Il riferimento è alla polemica che ha tenuto banco in questi mesi sulla modifica dei meccanismi di calcolo dell’Isee per i quali, la borsa stessa, veniva annoverata tra le entrate del nucleo familiare, condannando così all’esclusione del beneficio migliaia di studenti che prima lo percepivano.

Adesso però, il rischio è di altra natura: “Non tutte le regioni si sono mobilitate così velocemente, ma abbiamo notizie positive da Marche, Lombardia, Puglia, Campania e Friuli, dove non esiste ancora la delibera ma l’assessore o l’ente hanno preso impegni per una sua celere emanazione e per l’aumento delle soglie”, continua ancora Campailla. Il rischio è di trovare un’Italia “spaccata in due”, con gli studenti meridionali fuori dai benefici economici nonostante la loro oggettiva necessità ed avendo situazioni economiche addirittura meno favorevoli di coloro che, per loro grazia, abitano nelle regioni settentrionali.

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