Bertinotti spiega le ragioni della sua decisione di abbandonare il comunismo

bertinottiL’uomo simbolo e leader di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti, ha recentemente annunciato il suo avvicinamento a Comunione e Liberazione, una scelta che ha stupito molti e che ha deluso i suoi strenui sostenitori. In questo nuovo quadro politico in continuo movimento bisogna cercare nuovi stimoli e questo è il principale motivo che ha convinto Bertinotti ad avvicinarsi a cielle, ma cosa lo ha convinto a schierarsi proprio con loro? Per rispondere a questa domanda, durante l’intervista concessa a ‘Libero‘, l’ex leader di Rifondazione pesca una citazione direttamente dal proprio background comunista:” Ho ricordato che per Gramsci l’intellettuale può rappresentare il popolo solo se ha con lui “una connessione sentimentale”. Questo sentimento, tra loro, l’ho trovato”.

Questa sua decisione non solo non è stata compresa, ma non è stata nemmeno accettata dalla precedente area politica d’appartenenza, la motivazione di questa offensiva nei suoi confronti, secondo Bertinotti, è dovuta alla miopia dei politici di sinistra e di destra che non vogliono accettare il cambiamento storico politico “Io dico cose sgradevoli sia per la destra che per la sinistra”. ma in cosa consistono queste cose sgradevoli? Per quanto riguarda la sinistra, l’ex Presidente della Camera, è convinto che in molti a sinistra non vogliono accettare che il movimento operaio del novecento è finito. Bertinotti, in questi anni che lo hanno visto distante dalla scena politica, ha continuato il proprio lavoro di  analisi, pubblicando diversi saggi sulla sua rivista “Alternative al socialismo“, la sua continua ricerca intellettuale lo ha portato a maturare l’idea della “Morte” della democrazia rappresentativa, idea che incuriosisce il redattore di Libero che prendendo spunto da questa riflessione gli chiede quale sia, secondo lui, l’alternativa e quali i modelli di politica moderna gli piacciono.

Alla prima domanda Bertinotti risponde criticando la sinistra italiana odierna che secondo lui è soggetta alle dinamiche del capitalismo moderno. Mentre alla seconda risponde elogiando il lavoro di Podemos in Spagna e di Syriza in Grecia, considerati gli unici movimenti politici in grado di portare innovazione riportando in auge la lotta dal basso verso l’alto. Quando gli viene fatto notare che si tratta di due movimenti populisti Bertinotti ci tiene a spiegare in cosa consistono: “I cosiddetti populismi nascono dalla contesa tra alto e basso, poveri e ricchi. Ci sono anche quelli di tipo trasversale, come Grillo. Ma sia a destra che a sinistra il nodo è questo. Podemos e Syriza sono un esempio clamoroso di popolo contro le élite”.

Esattamente come ad inizio novecento i movimenti in questione propongono una lotta dal basso contro le èlite dominanti (per Bertinotti non c’è differenza in questo senso tra destra e sinistra) recuperando in un certo senso i principi della lotta di classe ma spogliandola dell’appartenenza alla area politica di sinistra. Ma se non esiste più una differenza tra sinistra e destra, dove risiede l’antagonismo politico? Il pensiero di Bertinotti sul discrimine politico odierno è semplice: “Tra chi è per l’inclusione e per l’eguaglianza e chi invece è per l’esclusione e per la disuguaglianza”. Di questo secondo gruppo fa parte un nuovo soggetto sovranazionale che Bertinotti definisce “Il governo”, secondo lui, infatti, al giorno d’oggi non contano le facce o gli schieramenti politici perché il governo punta solo ad un processo di stabilizzazione che ottiene tramite una nuova filosofia politica che chiama “Governabilità”, un concetto che spiega facendo riferimento al governo italiano: ” Parliamo dell’Italia e delle politiche economiche: non vedo sostanziali differenze tra Monti, Letta e Renzi”.

La governabilità domina tutti i maggiori governi europei e nella visione politica dell’ ex leader di Rifondazione questo potrebbe portare a democrazie autoritarie, ma questo condurrà ad ulteriore impoverimento della popolazione ed a una volontà di rivoluzione, ma in cosa consiste questa rivoluzione? Bertinotti a questa domanda risponde puntando su “Nelle forme inedite dei movimenti sociali”( Podemos, Syriza etc).

Fabio Scapellato