Grida “Britain first” e uccide una deputata laburista, contraria alla Brexit

L'aggressione alla deputata laburistaContinuano le notizie terribili, dopo quelle dell’attentato di Orlando, del duplice omicidio a sfondo integralista in Francia e delle violenze degli hooligans (non mortali ma comunque emblema dei mala tempora): in Birstall, alle porte di Leed, nel West Yorkshire, è stata uccisa la deputata britannica laburista Helen Joanne Cox, accoltellata più volte prima di essere raggiunta da tre colpi d’arma da fuoco.

Le dinamiche dell’accaduto non sono ancora assolutamente certe, ma secondo diverse fonti inglesi l’aggressore prima di colpire la donna (dapprima ferita gravemente, quindi spirata nonostante i soccorsi) avrebbe gridato: “Britain first” (“Prima di tutto la Gran Bretagna”) oltre al nome di una formazione politica inglese di estrema destra. Secondo altre ricostruzioni , l’aggressione sarebbe stata conseguenza della scelta della Cox di mettersi in mezzo ad una animata discussione che aveva coinvolto anche l’omicida, che sarebbe  – sempre secondo fonti inglesi – Thomas Mair, detto Tommy, 52enne, residente nella zona.

A prescindere dalle dinamiche, che verranno chiarite, l’omicidio della Cox (avvenuto ai margini di un incontro elettorale) ha un valore simbolico importantissimo: la deputata – eletta nel 2015 – si trovava impegnata in prima linea sui temi legati alla questione migranti. E circa la possibilità di un’uscita della Gran Bretagna dall’UE, la deputata aveva scritto sul suo profilo Twitter (in un post evidenziato e tenuto prima di tutti gli altri): “L’immigrazione è una preoccupazione legittima ma non è una buona ragione per lasciare l’Europa”.