Amministrative: chiuse le campagne elettorali. Domani si vota

Si è chiusa la campagna elettorale per i ballottaggi delle elezioni amministrative. Da Roma a Milano, passando per Napoli e Torino, i grandi centri elettorali del paese sono stati percorsi da ultimi appelli e da presenze più o meno note per strappare il voto degli ultimi indecisi.

01combo_ballottaggi_elezioniUnica nota a margine: nessuno dei leader dei rispettivi partiti ha avuto il tempo, o la volontà, di farsi vedere nell’ultimo scampolo di campagna elettorale. Il premier Matteo Renzi si trova infatti a San Pietroburgo, ospite di Vladimir Putin per il Forum Economico internazionale. Berlusconi è invece, cosa risaputa, in ospedale dopo l’intervento di sostituzione dell’aorta subito martedì scorso, mentre Beppe Grillo si è semplicemente eclissato e Matteo Salvini è finito nella periferia di Bologna a tenere un comizio in un posto nel quale gli elettori del paese non sono chiamati a votare per il sindaco. Stranezze post-moderne, se vogliamo.

Ad ogni modo a Roma, nella città più ambita di queste votazioni, Maria Elena Boschi ha presenziato alla serata per il candidato Pd, Roberto Giacchetti. Duri gli attacchi a Virginia Raggi, dopo il caso degli incarichi Asl di Civitavecchia che la candidata M5S avrebbe omesso: “E’ una cosa grave- ha tuonato Giacchetti-. Raggi parla di trasparenza e nasconde il passato, parla di onestà e commette un reato in violazione della legge Severino, parla di cambiamento e ricicla chi ha fatto il male di questa città.”

Dall’altro versante, in casa 5Stelle erano presente Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista e Paola Taverna.

Stesse scene a Torino, dove la pentastellata Chiara Appendino cerca di spuntarla sul sindaco uscente Piero Fassino. A tenere banco, nella città piemontese, è stato il tema del lavoro. “4 miliardi di euro in opere pubbliche da cui verranno generati 20 mila nuovi posti di lavoro”, ha detto Fassino a margine del comizio conclusivo della sua campagna elettorale. “Irresponsabile promettere posti di lavoro calcolati su investimenti ipotetici non ancora stanziati”, ha risposto Appendino.

A Milano, invece, sfilata di grandi nomi per il candidato del centro sinistra Beppe Sala. Da Vecchioni a Morgan, passando da Omar Pedrini, Max Pezzali, Enrico Bertolino e Francesca Michielin, tutti schierati per la vittoria del Pd. Stefano Parisi, candidato del centrodestra, si è “accontentato” di una festa al Fabrique e di un flash mob assieme a circa 200 sostenitori. Accanto a lui, Roberto Formigoni, Ignazio La Russa e Luigi Casero: “Chi non salta Beppe Sala è”, questo lo slogan della giornata.

Altra piazza quella napoletana, dove Luigi De Magistris, in un contegno marcatamente partenopeo, si è abbandonato ai festeggiamenti di un concerto di piazza fra balli, abbracci e canti. Si vedrà se Gianni Lettieri, avversario del centrodestra, riuscirà a spuntarla sull’istrionico De Magistris.

A Bologna chiusura triste per il centrodestra, dove la candidata Lucia Borgonzoni ha dovuto ripiegare a Castelmaggiore, paese tra l’altro non chiamato alle votazioni, per motivi di ordine pubblico dato che, tutte le volte che Matteo Salvini è arrivato in città, ci sono stati scontri tra forze dell’ordine e manifestanti. Virgilio Merola, sindaco uscente, si è sporto nella Bolognina per il suo ultimo comizio.

Restano Trieste, con la lotta tra Roberto di Piazza (centrodestra) e l’attuale sindaco in carica, Roberto Cosolini, e tanti piccoli centri minori nei quali domani si voterà per il nuovo sindaco. Giochi fatti, dunque, in queste elezioni così strane, senza volti noti, senza leader e proclami. Solo tanta, tantissima pubblicità ed un velo sotterraneo di intrattenimento scenografico.

Giuseppe Caretta