Il doodle del giorno: omaggio alla serie tv Cecco della botte

doodlePer entrare nel pantheon delle personalità o istituzioni che Google ritiene debbano essere onorate, può bastare relativamente poco. Anche chi è riuscito a strappare sorrisi e buonumore a intere generazioni di spettatori in tutto il mondo merita, ad esempio, di essere degnamente omaggiato. Per questo, in occasione dei 45 anni dalla prima messa in onda della serie tv comica “Cecco della botte”, il motore di ricerca più cliccato del mondo ha scelto di celebrarla nel modo – a suo giudizio – più efficace. Dedicandole il doodle del giorno che, attraverso un’animazione divertente, segna il sentito ringraziamento per le tante risate suscitate.

Il titolo originario della serie messicana,- “El Chavo del Ocho” (Cecco della botte) – trae ispirazione dal fatto che il personaggio principale vive in una botte. Ma chi è Cecco? Un orfanello di circa 10 anni che, insieme ad una scapestrata combriccola di altri “monelli” (tra cui l’amico Chicco), si mette spesso nei guai. La serie, che rappresenta un cult in Messico e in molti altri Paesi latino-americani, è stata trasmessa, con grande successo di pubblico, per moltissimi anni. E ancora oggi, tiene incollate allo schermo decine di milioni di fan in tutto il mondo, con la versione animata intitolata “Cecco animato”A suscitare tanta ilarità non sono solo le “monellerie” di cui i personaggi principali si fanno autori, ma anche il fatto che ad interpretare queste “piccole pesti” siano attori adulti. Che danno di fatto vita ad una galleria umana improbabile, capace di “sedurre” l’audience con tormentoni del tipo: “L’ho fatto apposta ma senza volerlo”, che Cecco pronuncia ad ogni puntata. 

La serie comica a cui Google ha scelto di rendere omaggio, a 45 anni di distanza dalla prima messa in onda, è riuscita a vincere i confini nazionali. Raggiungendo terre lontanissime (non solo dal punto di vista geografico) come la Russia o il Giappone. Ma a sorridere per le malefatte di Cecco &co. sono stati anche gli spettatori portoghesi e spagnoli. E quelli italiani, che hanno avuto occasione di vedere le puntate dello sceneggiato (che da noi è stato trasmesso da Antenna 3 e Rete A con il titolo “Un’autentica peste”), a partire dagli anni ’80. 

Maria Saporito