Fuoco turco su famiglia siriana: 8 morti, almeno 4 bimbi. UNICEF: “Atto criminale”

Le guardie hanno loro sparato mentre cercavano di attraversare il confine fra la Siria e la Mezzaluna, fuggendo presumibilmente dal villaggio di Khirbet al Jouz. Undici profughi della Siria sono finiti sotto quello che avrebbe dovuto essere il fuoco amico, e che ha ucciso otto di loro: due donne, e quattro bambini. Persone innocenti, persone che fuggivano, abbattute come se fossero uccellini per aver cercato di passare un confine.

turchiaCome potevamo aspettarci, la Turchia ha rimandato al mittente tutte le accuse. Le autorità turche hanno sostenuto di non poter “verificare autonomamente le informazioni riguardanti gli spari”.
Andrea Iacomini, di UNICEF Italia, ha duramente condannato questa vile strage. “Chiunque spara a dei bambini che tentano di fuggire dal terrore è un criminale come criminale è anche chi li costringe alla fuga dal loro Paese. Il mondo continua a tacere, l’Europa alza muri, la pace in Siria è lontana e nel frattempo le persone costrette a fuggire da questo paese sono 5,5 milioni, la cui metà sono proprio bambini”.

“Non si può rispondere con le armi alla disperazione”.
Iacomini conclude con un passo condivisibilissimo: “Chi aspira a entrare in Europa non può macchiarsi di episodi del genere, va ribadito con forza in tutte le sedi”.
Secondo alcuni attivisti i morti sarebbero stati 11. Le autorità turche hanno detto di aver aperto un’indagine.

Mariagrazia Roversi