Risultati ballottaggi: la lettura di Renzi e Grillo

Renzi e GrilloQuanto deve essere costato a Matteo Renzi riconoscere una sconfitta così cocente! Gli impietosi risultati dei ballottaggi di domenica hanno costretto il premier in un angolo scomodo dal quale dovrà adesso parare i colpi che gli verranno assestati dall’interno e dall’esterno del suo partito. Da segretario del Pd, Renzi dovrà infatti vedersela con il montante malcontento della minoranza che gli chiederà di cambiare registro; mentre da presidente del Consiglio, non potrà trascurare l’allarmante messaggio recapitatogli dagli elettori. Il tutto mentre il M5S gongola per il risultato ottenuto e si affretta a marcare la distanza tra chi ha vinto e chi ha perso accreditandosi come forza di governo.

Il day after i ballottaggi, è toccato a Matteo Renzi in persona (che, nella notte di domenica, aveva preferito non palesarsi al cospetto delle telecamere) dare una lettura amara dei risultati elettorali. “E’ un voto di cambiamento – ha ammesso il premier – Ha vinto chi ha interpretato meglio l’ansia di cambiamento”. Un riconoscimento pieno al M5S, al quale l’ex “rottamatore” non attribuisce più l’abilità di calamitare i voti di chi pensa soltanto a protestare. “I risultati sono stati molto diversi – ha continuato Renzi – sono dati difficili e frastagliati, ma c’è un elemento nazionale che dovremo analizzare”. “Nessuno deve drammatizzare o minimizzare il dato delle amministrative – ha precisato il premier – Ci vuole saggezza e buonsenso e bisogna prendere atto che il popolo di alcune città ha dato un messaggio che deve far riflettere il Pd”.

Già, ma su cosa il suo partito dovrà esattamente riflettere? L’appuntamento è fissato per venerdì prossimo, in occasione di una direzione che si preannuncia infuocata. A battere i pugni sul tavolo saranno – presumibilmente – gli esponenti di punta della minoranza del partito che rimproverano, da tempo, al segretario-premier la scelta di aver cementato un’intesa col partito di Denis Verdini. Che – sostengono i meno “renziani” tra i democratici – non solo non ha procurato voti a destra, ma ha determinato la perdita di consensi a sinistra. Non basta: agli oppositori interni del segretario, anche la riforma costituzionale su cui gli italiani si esprimeranno ad ottobre suscita qualche mal di pancia. E la piccola Waterloo di domenica potrebbe fornire loro l’occasione ideale per ricordare a Renzi (senza paura di essere completamente ignorati) che la legge elettorale andrebbe rimaneggiata.

Di tutt’altro tenore il commento apparso ieri sul blog di Beppe Grillo“Le elezioni di ieri segnano una svolta epocale – si legge – E’ il cambio di passo del Movimento 5 Stelle, riconosciuto dai cittadini come una forza di governo affidabile e capace di esprimere candidati validi e competenti”. “Hanno vinto i cittadini che vogliono cambiare questo Paese a partire dalla priorità assoluta – prosegue il post – un reddito di cittadinanza che restituisca dignità a 10 milioni di italiani. Ha vinto il M5S perché si è presentato dappertutto come un’unica forza solida, compatta e coerente, e nonostante una campagna denigratoria orchestrata dal Pd ed eseguita dai media”. Mentre la lunga lista dei perdenti riportata sul sito contempla (tra gli altri) i partiti, le alleanze, i media tradizionali, le privatizzazioni, le grandi opere, le lobby, il bonus di 80 euro. E “chi – si legge sul finale – non conosce il Paese e vive solo nel Palazzo”.

Maria Saporito