Al Bano e Venditti e la loro lotta contro il Demonio

pentacolo satanicoAl Bano Carrisi e Antonello Venditti hanno una cosa in comune, oltre ad essere entrambi due artisti apprezzatissimi nel Bel Paese: entrambi hanno infatti avuto delle esperienze di vita difficili, con influssi negativi che i due riconducono al maligno.

Sono stati proprio i due artisti a ricondurre le proprie difficoltà al demonio, come dichiarato in due interviste rilasciate dai due in due momenti storici differenti.

Dapprima, nel 2008, fu Antonello Venditti – intervistato da ‘Petrus’, quotidiano online dedicato all’apostolato di Papa Benedetto XVI – a dichiarare: “Credo in Cristo e senza di lui sarebbe vana e vuota tutta la mia vita. Comunque ho un rapporto stretto con la mia religiosità che preferisco non sbandierare ai quattro venti”. Una religiosità che non è stata intaccata nemmeno dal maligno: “Ne sono stato vittima quando avevo sedici anni, ero ossessionato da una figura malefica che appariva all’improvviso e mi immobilizzava quasi del tutto. Ricordo che potevo muovere soltanto il braccio destro, tanto che mi praticai da solo una specie di preghiera di liberazione facendomi continuamente il segno della croce fin quando l’immagine orribile e malefica non scomparve definitivamente”.

Quindi, nel 2013, fu il turno di Al Bano, intervistato da ‘ArticoloTre’: “Il demonio fa parte della cultura della mia terra. Quando Romina e Ylenia (rispettivamente moglie e figlia del cantante, ndr) presero certe strade, la presenza del male era tangibile, Satana attacca sempre i più deboli. Cominciai a vivere male inveendo contro il cielo. Il diavolo stava vincendo, avevo imboccato una strada senza uscita, fatta di cattiveria, contro il prossimo e contro me stesso”. Anche nel caso del cantante pugliese, la soluzione fu quella di appigliarsi alla fede: “Con la preghiera, pregavo e mi coprivo di croci. La croce era la mia arma segreta. Più facevo il segno della croce e più percepivo che la presenza del diavolo, a fatica, si allontanava”.